Archivio per febbraio, 2014

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Mohammad Nourizad, il famoso regista iraniano, è stato nuovamente perseguitato dal regime iraniano. Convocato presso il Ministero dell’Intelligence a Teheran, Mohammad Nourizad è stato pestato a sangue dagli agenti di Khamenei. Anche questa volta però, coraggiosamente, Mohammad Nourizad ha deciso di non rimanere in silenzio e ha diffuso in rete l’immagine della sua faccia ferita immediatamente dopo l’interrogatorio. La foto è stata resa pubblica per dei social network, usati finamente per dare la vera immagine del brutale regime iraniano e non come megafono per la charm diplomacy di Rohani e Khamenei.

Mohammad Nouriza, è noto, è un regista iraniano che – dopo le proteste del 2009 – ha deciso di prendere una posizione dura contro le repressioni messe in atto contro l’Onda Verde. In una coraggiosa lettera indirizza ad Ali Khamenei, l’ex giornalista del giornale conservatore Kahyan, ha chiesto alla Guida Suprema di chiedere scusa al popolo iraniano per la brutale soppressione del movimento di protesta scaturito dopo la rielezione truffa di Mahmoud Ahmadinejad. Per tutta risposta, come sempre, il regime lo ha arrestato e ed incarcerato ad Evin. Quando, nel 2010, Nourizad ha dichiarato uno sciopero della fame per le violenze ricevute in carcere, il regime ha risposto ancora con disumanità, arrestato parte della sua famiglia come ritorsione.

Non basta: dalla lettara del 2009, la lotta per un Iran diverso di Mohammad Nourizad è andata avanti con azioni in aperta sfida al sistema razzista che governa oggi l’Iran. In aperta critica contro le discriminazioni dei delle minoranze, Nourizad ha baciato i piedi di un bambino di fede Baha’i di nomer Artin, il cui padre si trovava in arresto nella prigione di  Raja’i-Shahr. La fotografia con il bacio, che vi riportiamo sotto, è stata pubblicata quindi in Rete, provocando la rabbia del regime. Il padre del bambino, al contrario, dal carcere ha scritto una lettera di ringraziamento a Mohammad Nourizad, augurandosi però che presto in Iran nessuno dovrà inginocchiarsi a baciare i piedi di un altro essere umano.

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Nella denuncia fatta attraverso Facebook, Nourizad ha detto di essere stato prelevato dagli agenti del MOIS – il Ministero dell’Intelligence iraniano – domenica scorsa e di essere stato brutalmente picchiato da un agente di nome Sar Be Din. Questo criminale, ha riempito di calci la faccia di Mohammad Nourizad e gli ha poggiato il ginocchio vicino agli occhi, rischiano di rompergli in faccia gli occhiali. Nonostante le botte e le minacce, alla provocativa domanda dell’agente iraniano “Volevi arrivare a questo?”, la risposta di Mohammad Nourizad è stata una sola: “Io sarò qui anche domani…”

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Un video assurdo, senza pietà, ci arriva in queste ore dall’Iran. Purtroppo, ancora una volta, siamo davanti ad una classica scena nella Repubblica Islamica: un detenuto viene condannato a morte e impiccato in pubblica piazza. Questa volta, il patibolo viene eretto nella città di Karaj, il 25 febbraio scorso. Avviene, però, qualcosa di imprevisto: prima di morire, il detenuto chiede di poter abbracciare la madre, presente tra la folla e le cui urla è possibile sentire molto chiaramente nel video. I Pasdaran, privi di umanità, negano al condannato il suo ultimo desidero, provocando la reazione rabbiosa di quest’ultimo. Ormai privo di ogni speranza e praticamente disperato, il prigioniero comincia a divincolarsi, tentando di raggiungere le braccia amorevoli della madre, per un ultimo saluto. A questo punto, in maniera sempre più disumana, i Pasdaran circondano l’uomo e lo cominciano a picchiare con calci e pugni. Quasi privo dei sensi, il condannato viene quindi issato sul patibolo e impiccato in pochi secondi. Il video che vedrete è molto duro e non ha bisogno di ulteriori commenti. Speriamo solo che serva almeno a far capire che, con i Mullah, non è possibile intavolare alcun dialogo. Al contrario, è necessario isolare questo regime, privo di umanità e sentimento.

SE QUESTO E’ UN UOMO…

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