italia iran

La durissima denuncia arriva dalle colonne del Washington Free Beacon e non lascia spazio all’immaginazione: secondo i diplomatici americani, infatti, la politica di appeasement dell’Italia verso l’Iran sta intenzionalmente contraddicendo il regime sanzionatorio stabilito dalle Nazioni Unite, dall’America e dall’Unione Europea. Continuando in questo modo, ovvero aumentando il livello di relazioni politiche e commerciali con la Repubblica Islamica, il Governo italiano determinerà il collasso della pressioni internazionali verso Teheran, rompendo quell’isolamento internazionale che stava mettendo il regime in grave difficoltà (interna ed esterna).

Dall’elezione di Rohani, vogliamo ricordarlo, dall’Italia è partita una vera e propria staffetta per visitare la Repubblica Islamica. Prima il Vice Ministro degli Esteri Lapo Pistelli, poi il Ministro Bonino, in seguito Massimo D’Alema e, dulcis in fundo, la delegazione di senatori italiani guidati da Pierferdinando Casini. Tutti, nessuno escluso, hanno rimarcato di voler stringere con Teheran rapporti preferenziali o, seguendo le parole del Ministro degli Esteri radicale (sic…) Emma Bonino, addirittura di “voler vincere la gara di amicizia con Teheran”. Grazie a questo supporto senza condizioni, purtroppo, il Presidente Rohani si è sentito libero di definire l’Italia “la porta di ingresso dell’Iran verso l’Europa”. Ciò, a discapito del fatto che l’Iran di Rohani non ha affatto fermato il programma nucleare e, triste realtà, ha preseguito con l’abuso drammatico dei diritti umani. Da quando il nuovo Governo è stato eletto, vogliamo ricordarlo, oltre 300 esseri umani sono stati messi a morte nella Repubblica Islamica.

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Un diplomatico americano, parlando in forma anonima, si è addirittura spinto fino a chiedersi se, con le azioni diplomatiche contrarie alla volontà della Comunità Internazionale, il “popolo italiano voglia divenire responsabile di una guerra”. Una accusa drammaticamente pesante che, ovviamente, è direttamente rivolta a chi oggi guida la Farnesina. L’Ambasciatore del regime terrorista iraniano in Italia, il Signor Jahanbakhsh Mozaffari, ha rilasciato diverse dichiarazioni in cui – con molta sicurezza – ha prospettato per le relazioni bilaterali tra Italia e Iran un vero e proprio matrimonio d’amore. Nel prossimo futuro, quindi, invitato personalmente dal Presidente Laura Boldrini lo Speaker del Parlamento iraniano Ali Larijani dovrebbe visitare l’Italia. Ci auguriamo, sinceramente, che Roma non apra le sue porte allo Speaker Majles, capo di una fazione conservatrice, legata direttamente agli interessi reazionari degli Ayatollah di Qom.

Soprattutto, però, speriamo che la visita del Primo Ministro Letta in Iran non venga mai realizzata, onde evitare che una delle più alte cariche dello Stato Italiano, rappresentante primario dei valori di libertà proprio della Costituzione, stringa la mano a coloro che opprimono il popolo iraniano e finanziano terrorismo e morte in tutto il mondo. 

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