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Mentre i rappresentanti occidentali, Italia in testa, si recano a staffetta in Iran per stringere le mani di Rohani e Zarif, il regime iraniano continua spedito il suo programma nucleare. In questi giorni – a dispetto del quasi totale silenzio dei media italiani – alcune clamorose notizie sono state pubblicate dai media iraniani. In primis, le affermazioni del clerico Muhammad Nabavian, parlamentare rappresentante dell’area di Teheran. Secondo Nabavian, sebbene il programma nucleare iraniano sia pacifico, la Repubblica Islamica potrebbe costruire una bomba nucleare in sole due settimane, con 270 kg di uranio arricchito al 20% e 20.000 centrifughe in azione. Questa bomba, precisa il clerico, avrebbe il preciso scopo di abbattere Israele. 

La notizia dovrebbe destare enormi timori, soprattutto se si considerano altre due news assai preoccupanti che arrivano dall’Iran. La prima riguarda proprio il parlamento iraniano: ben 218 membri del Majles hanno firmato una bozza di legge che obblica il Governo iraniano ad arricchire l’uranio al 60%. Il parlamento voterà la legge nelle prossime due settimane e il Vice Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha già dichiarato che, in caso di approvazione, l’esecutivo sarà vincolato a rispettare il volere del Parlamento (Fonte Mehr News)-

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La seconda notizia arriva direttamente dalla bocca di Ali Akbar Salehi, capo dell’Agenzia Atomica Iraniana. Salehi ha dichiarato che 1000 nuove centrifughe IR-2 sono state installate, in base ad una decisione presa dal Governo Ahmadinejad (fonte Isna). Purtroppo non basta: il capo dell’AEOI ha anche ammesso che Teheran sta testando nuovi modelli di centrifughe di terza e quarta generazione (fonte Fars News). Salehi, quindi, ha rimarcato che la temporanea sospensione dell’arricchimento dell’uranio al 20% è una scelta volontaria della Repubblica Islamica, basata unicamente su scelte legate agli interessi economici iraniani. Tanto per ricordare agli Occidentali di non farsi troppe illusioni… 

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Infine, vi riportiamo un articolo uscito nel mese di dicembre su Mehr News: l’analisi è dedicata al programma missilistico della Repubblica islamica. L’autore, non soltanto rimarca che i missili iraniani sono stati la leva che ha portato l’Occidente al tavolo dei negoziati, ma sottolinea e precisa chiaramente che questi missili possono colpire senza problemi l’Europa dell’est e ben 60 paesi in tutta l’Asia…

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