BONINO

In pompa magna, durante il week end, il Ministro degli Esteri italiano Emma Bonino ha incontrato praticamente tutto l’establishment iraniano. Velatissima, il Ministro italiano ha stretto caldamente le mani di Zarif, Larijani e del clerico Rohani, promettendo di “vincere la gara di amicizia” con Teheran. Non solo: in un incontro con il Vice Presidente per le Donne e la Famiglia, Shahindokht Molaverdi, la radicale Emma Bonino, paladina delle battaglie per l’aborto, è riuscita incredibilmente ad elogiare il ruolo delle donne nella società iraniana. Un regime dove una persona di sesso femminile, per ottenere un passaporto o per lasciare il Paese, ha bisogno del permesso del padre o del marito.

Mentre l’Italia al negoziato nucleare di Ginevra, una clamorosa dichiarazione metteva a nudo le reali intenzioni del Ministro degli Esteri iraniano Zarif. Ebolfazl Eslami, ex diplomatico iraniano esule per protesta dal 2010, ha denunciato che Zarif è da sempre coinvolto nella strategia volta ad ingannare l’Occidente e conseguire la costruzione della bomba nucleare. Sin dall’epoca della Presidenza di Khatami infatti, quando Zarif occupava la posizione di Vice Ministro per gli Affari Internazionali, ci furono diversi incontri tra i rappresentanti del Ministero degli Esteri, gli inviati della Guida Suprema e i vertici dei Pasdaran. Zarif ed Eslami furono presenti a tutti queste riunioni. Durante gli incontri, le parti concordavano sulla necessità di bloccare le interferenze dell’Occidente attraverso una strategia basata sulla repressione delle opposizioni, sullo sviluppo del programma missilistico, sull’ampiamento del programma nucleare e sull’aumento dei poteri alla Forza QudsNon solo: secondo Eslami, proprio per poter reprimere liberamente le opposizioni e rafforzare il regime, dopo la nomina a Ministro, a Zarif sarebbe stato dato il compito di aprire un nuovo negoziato con l’Occidente e convincerlo che Teheran intende acquisire le capacità nucleari solamente per fini energetici e medici. Lo scopo, chiaramente, è quello di guadagnare tempo prezioso per rafforzare la Repubblica Islamica, proprio come fece Rohani quando firmò l’accordo di Teheran nel 2003. Purtroppo c’è di peggio: dopo le proteste del 1999 e del 2009, Zarif fu uno dei principali diplomatici che inviarono telegrammi alle ambasciate iraniane per denunciare che gli studenti uccisi negli scontri erano dei sabotatori. Le affermazioni di Eslami sono state pubblicate da diversi siti iraniani, ma purtroppo non sono state raccolte dai 20 giornalisti al seguito del Ministro Bonino, evidentemente troppo impegnati in giri di palazzo…

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Concludendo dobbiamo purtroppo riportare che, nelle stesse ore in cui le diplomazie iranana e italiana si riempivano la bocca di buone intenzioni, le repressioni in tutto l’Iran sono continuate senza tregua, Ieri, infatti, gli attivisti per i diritti umani hanno dato la notizia di altri quattro prigionieri impiccati nel carcere di Rasht, nella provincia di Gilan. Non solo: a sole 48 ore dalla sua esecuzione, un prigioniero è stato liberatoperchè riconosciuto innocente. Il prigioniero, di cui non è nota l’identità, era stato arrestato sei anni prima, torturato e costretto a confessare una inesistente accusa di omicidio. Solamente l’arresto del vero assassino, ha permesso ad un essere umano di continuare a vivere. Chissà quanti altri casi simili ci sono nelle carceri iraniane e quanti innocenti finiscono al patibolo in nome di un regime assassino e repressivo.

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