Per molti la nascita di Hezbollah, organizzazione creata ufficialmente nel 1982, deve essere ricollegata unicamente alla presenza israeliana in Libano. Per quanto questo aspetto sia millantato dai sostenitori del Partito di Dio, la vera ragione della nascita del gruppo terrorista libanese ha ben altra origine e, soprattutto, data anni prima rispetto a quanto racconta la storiografia ufficiale. La creazione di Hezbollah, infatti, va ricercata negli anni ’70. quando il Libano – per la sua caratterizzazione di essere praticamente “terra di nessuno” – diventò il centro del terrorismo palestinese e della lotta degli islamisti iraniani contro lo Shah. Le forze di Arafat, raggruppate nell’Organizzazione di Liberazione della Palestine – OLP, diedero rifugio a numerosi oppositori dello Shah e garantirono loro addestramento militare e documenti falsi per viaggiare.

Yasser Arafat con Ebrahim Yazdi (a sinistra) e il figlio di Khomeini, Hassan, a destra

Yasser Arafat con Ebrahim Yazdi (a sinistra) e il figlio di Khomeini, Hassan, a destra

Per gli islamisti iraniani, il Libano aveva anche un altro vantaggio: in questo Paese, infatti, vive una importante comunità sciita e, soprattutto, era attivo l’Imam Sadr, clerico sciita nato in Iran e ispiratore del movimento politico di Amal. Pochi sanno, però, che è proprio in Libano che si consuma la prima frattura all’interno dell’opposizione iraniana. Una divisione generata dall’ingresso dell’esercito siriano in Libano e dalla competizione teologica tra i seguaci dell’Imam Khomeini e quelli dell’Imam Sadr. Quando le forze di Hazef al Assad entrano in Libano, nel 1976, trovano il sostegno dei seguaci dell’Imam Sadr e del Movimento di Liberazione dell’Iran – LMO, una organizzazione agli ordini di Mostafa Chamran, futuro primo Ministro della Difesa della Repubblica Islamica dell’Iran. L’arrivo dei soldati siriani, però, trovò invece l’opposizione dell’OLP e dei seguaci di Khomeini, all’epoca saldamente schierati al fianco di Arafat contro il regime Baathista a Damasco.

Tra coloro che scelsero di opporsi all’intervento siriano ci furono personalità come l’Ayatollah Ali Montazeri, molto vicino a Khomeini, di suo figlio l’Hojjatoleslam Mohammad Montazeri e di Ali Akbar Mohatashami, futuro ambasciatore dell’Iran khomeinista in Siria. Si tratta di tre uomini che contribuirono attivamente alla creazione dei Pasdaran e di Hezbollah: Mohatashami, in particolare, da ambasciatore iraniano in Siria creò l’ufficio centrale che materialmente si è occupato di organizzare Hezbollah nei suoi primi anni di vita. Un altro esponente di primo piano che si schierò al fianco dei sostenitori di Khomeini fu Mohammad Saleh Hosseini, anch’egli tra i fondatori dei Pasdaran e di Hezbollah, molto vicino agli uomini di Arafat nel periodo in cui soggiornò in Iraq. Per la cronaca, l’alleanza tra gli islamisti fedeli a Khomeni e quella tra i terroristi palestinesi agli ordini di Arafat, permise agli iraniani di creare assassini come Imad Mughniyeh, futuro capo militare di Hezbollah e responsabile dei collegamenti tra Teheran e Beirut sino alla sua morte nel 2008.

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La rivalità tra i sostenitori di Khomeini e quelli dell’Imam Sadr non restò rinchiusa all’interno dei confini libanesi. Al contrario, essa divenne un motivo di scontro anche in Iran, soprattutto perchè l’Imam Sadr non riconobbe mai lo status di maraja di Khomeini e rifiutò sempre le sue tesi in merito alla velayat-e faqih. Nell’Islam sciita essere un maraja per un clerico è di fondamentale importanza, perchè permette di acquisire lo status di “fonte di emulazione”, estramente importante per chi mira a guidare la comunità di fedeli. Per Khomeini si trattava di un affronto diretto, proprio mentre la sua fazione di apprestava a mettere le mani sull’Iran, ormai guidato da uno Shah sempre più debole e malato.

Nel 1978, durante un viaggio in Libia, l’Imam Sadr sparì misteriosamente (quasi certamente l’Imam è stato ucciso). Oggi il regime iraniano accusa unicamente l’allora dittatore libico Mohammar Gheddafi per la sparizione dell’Imam. Non è dato sapere la verità su questa storia ma resta il fatto che, nello stesso periodo in cui l’Imam Sadr scomparve, l’Ayatollah Mohammad Montazeri aveva ottimi rapporti con Tripoli, all’espoca uno dei principali sponsor dell’Organizzazione di Liberazione della Palestina. Indipendentemente da chi colpì l’Imam Sadr, una cosa resta e nessuno può confutarla: la sparizione dell’Imam Sadr rappresentò per l’Imam Khomeini una liberazione e diede il via alle successive eliminazioni dei seguaci della scuola di Sadr anche in Iran.

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Nel 1979, lo Shah abbandonò l’Iran e Khomeini atterrò a Teheran. I suoi seguaci inizialmente, molto significativamente, si fecero chiamare “Hezbollah”. Nel 1981, infatti, il Partito Islamico Repubblicano di Khomeini prese saldamente il potere in Iran. Poco tempo dopo, in circostanze misteriose, Mostafa Chamran – Ministro della Difesa e capo dell’LMO – venne ucciso. La sua morte viene catalogata come “caduto in combattimento” dal regime iraniano (era il periodo della guerra Iran – Iraq), ma è cosa nota che si tratta di un decesso sospetto e connesso con la lotta politica all’interno della Repubblica Islamica. Da parte sua, anche la fazione di Khomeini subì importanti perdite, prime fra tutti quella di Mohammad Montazari e quella di Mohammad Saleh Hosseini. Nonostante le perdite, la fazione di Khomeini conquistò l’Iran e impose al sua versione dell’Islami sciita.

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Nel 1981, Ali Akbar Mohtashami portò Imad Mughniyeh e il futuro segretario di Hezbollah, Abbas Musawi, in viaggio in Iran. I due concordarono con il regime iraniano i metodi di addestramento e i finanziamenti per lo sviluppo del gruppo di Hezbollah in Libano. In quel momento, quindi, Khomeini scelse anche di abbandonare la stretta alleanza con l’OLP (Arafat fu comunque il primo a recarsi in Iran per elogiare la rivoluzione khomeinista), troppo di sinistra e troppo vicino a Saddam Hussein, e di non firmare alcun accordo con l’altro movimento sciita libanese di Amal. Nella Valle della Bekaa, bastione di Hezbollah in Libano, arrivarono Pasdaran come Hossein Dehghan, attuale Ministro della Difesa. 

Furono personaggi come Dehghan, oggi stretti alleati di Rohani, ad organizzare gli attentati contro la base militare americana e francese a Beirut nel 1983. Sul terreno, senza vita, rimasero i corpi di 300 soldati occidentali, colpevoli unicamente di essersi recati in Libano per aiutare quel Paese a stabilizzarsi ed uscire da decenni di guerra. La mano terrorista degli agenti di Khomeini, purtroppo, interruppe prematuramente le loro giovani vite…

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