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Lo scorso martedì, un terribile duplice attentato terroristico ha colpito l’ambasciata iraniana a Beirut. Nell’attacco, compiuto a quanto sembra da due kamikaze, sono morte 23 persone tra le quali, molto probabilmente, anche l’attachè culturale del regime iraniano in Libano. Tutto il mondo ha condannato la strage mentre, i rappresentanti iraniani a Teheran, hanno puntato subito l’indice contro il nemico sionista, ovvero Israele e gli Stati Uniti. Accuse contro Washington sono arrivate dallo speaker del Parlamento iraniano Ali Larijani. La Guida Suprema Ali Khamenei, da parte sua, ha ribadito che il Israele sarà presto destinato ad estinguersi. Nonostante le accuse del regime iraniano, in poche ore è arrivata la rivendicazione dell’attacco, firmato Brigate Abdullah Azzam

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Si tratta di un gruppo legato ad al Qaeda, attualmente impegnato nella jihad in Siria contro Bashar al Assad ed in cerca di vendetta per il sostegno che l’Iran offre al regime baathista di Damasco. Il gruppo qaedsta prende il nome da Abdullah Azzam, terrorista palestinese seguace di Osama Bin Laden negli anni ’80, durante la guerra in Afghanistan. Le Brigate sono state create da Saleh al Qarawi nel 2004, oggi detenuto in Arabi Saudita dopo essere stato ferito diverse volte in Pakistan. La parte parte più triste di questa vicenda è che, mentre l’Iran accusa i soliti nemici, si viene a sapere che le Brigate Abdullah Azzam sono entrate in Libano grazie al gruppo terrorista Battaglioni Ziad al-Jarrah, una organizzazione finanzata dai Pasdaran iraniani sin dal 2003. Il ruolo del regime iraniano nel finaziamento di questo gruppo estremista sunnita, è stato denunciato dall’esperto Mustafa Alani – membro del noto think tank Gulf Research Center di Dubai – in una intervista per al Arabya.

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Al di là della denuncia di Alavi e del rapporto tra l’Iran ed al Qaeda resta il fatto che, se oggi la Repubblica Islamica è attaccata in Libano, è proprio per il ruolo che Teheran ha avuto nell’instabilità del Paese dei Cedri e per la posizione che ricompre oggi come primo protettore del dittatore Bashar al Assad. Nel 1982, infatti, l’Iran è entrato direttamente nella politica libanese creando ed armando Hezbollah, una organizzazione terrorista emanazione diretta dei Pasdaran. Uno dei promotori della creazione di Hezbollah, tra l’altro, è Hossein Dehghan, tra gli organizzatori dell’attentato contro la base militae americana a Beirut nel 1983, ed attualmente Ministro della Difesa nel Governo del “moderato Rohani”.

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Hezbollah, sotto la guida di Hassan Nasrallah, non soltanto si è reso artefice di attentati terroristici contro i civili libanesi e contro Israele, ma è diventato un’arma fondamentale della guerra del regime iraniano contro il mondo sunnita, particolarmente in Siria e nell’area del Golfo. Gli uomini del Partito di Dio, infatti, combattono al fianco dei soldati fedeli a Bashar al Assad e sono responsabili del tentativo di abbattere la monarchia degli al Kalifa a Manama. Al di là del ridicolo tentativo di Hezbollah di accreditarsi come una forza nazionale libanese, il gruppo terrorista rappresenta unicamente un proxy iraniano, svuotato di ogni potere autonomo, dipendende totalmente dagli ordini degli Ayatollah. D’altronde, basta rivedere questo filmato per averne la riprova: un giovanissimo Nasrallah, ancora non segretario di Hezbollah, rivela il suo obiettivo di fare del Libano una provincia dell’Iran e la sua totale sottomissione al volere dell’Ayatollah Khomeini.

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Compreso il ruolo del regime iraniano nel finanziamento di al Qaeda e, soprattutto, nell’instabilità di tutta la regione mediorientale per mezzo di Hezbollah e della Forza Quds, c’è da riflettere seriamente su chi veramente debba essere condannato per l’attentato di Beirut. La verità è che Teheran sta portando avanti un progetto imperiale sciita che mira ad inglobare, sotto la protezione della velayath-e faqih, paesi come l’Iraq, il Libano, l’area palestinese e la Siria. Per questo, per portare avanti questo criminale obiettivo, Teheran sta attivamente aiutando Bashar al Assad ad uccidere centinaia di innocenti, tra loro numerose donne e bambini.

Spiace veramente vedere come, invece di sbattere in faccia la porta a questo regime assassino, diverse diplomazie occidentali stiano – al contrario – aprendo ai rappresentanti iraniani dei grandi portoni…Ai posteri l’ardua sentenza…

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