iran zarif

Hanno fatto scalpore le dichiarazioni del Ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, rilasciate a France 24 in occasione del suo arrivo in Francia: secondo Zarif, infatti, l’Iran e il gruppo del 5+1 potrebbero addirittura trovare un accordo sul nucleare anche entro la fine di questa settimana. In questo modo, quindi, sarebbe possibile concludere definitivamente lo scontro tra la Repubblica Islamica e l’Occidente e iniziare una nuova stagione di rapporti diplomatici positivi.

Benissimo, o meglio, magari fosse. Perchè, se è vero quello che Zarif afferma, significa che Teheran è veramente pronto a compiere passi praticamente rivoluzionari che – tra le altre cose – stravolgerebbero completamente quanto sinora affermato agli stessi rappresentanti politici del regime iraniano. Per concludere il contenzioso nucleare, infatti, l’Iran deve dare delle risposte chiare a tutte le richieste che, ormai da anni, l’Agenzia Nucleare per l’Energia Atomica (AIEA) sta ponendo.

Riassumendo, la Repubblica Islamica dovrebbe perlomeno:

  • bloccare la costruzione dell’impianto di Arak, ove potrebbe essere prodotta una bomba al plutonio;
  • terminare l’installazione delle centrifughe per l’arricchimento dell’uranio nelle centrali di Natanz e Fordow. Parliamo sia delle centrifughe vecchio modello IR-1, ma anche di quelle avanzate IR-2;
  • dare libero accesso agli ispettori internazionali nelle centrali di Natanz e Fordow, ove avviene l’arricchimento dell’uranio al 20%;
  • far entrare gli ispettori internazionali nella base militare di Parchin, ove Teheran ha testato i missili ballistici e una simulazione di esplosione nucleare.

Onestamente, dubitiamo seriamente che l’Iran sia veramente disponibile a garantire almeno questi minimi passi, soprattutto considerando che i diplomatici iraniani hanno già posto dei paletti molto chiari al dialogo con il gruppo del 5+1. Le redlines iraniane, vogliamo ricordarlo, sono le seguenti:

  • nessuna chiusura dell’impianto sotterraneo di Fordow, vicino Qom, ove avviene l’arricchimento dell’uranio al 20%;
  • nessuna sospensione, ne tantomeno interruzione, dell’arricchimento dell’uranio al 20%, una percentuale che – come noto – non ha alcuna motivazione giustificabile ai fini di un programma nucleare civile;
  • nessuno stop al processo di completamento del reattore nucleare ad acqua pesante di Arak, ove Teheran potrebbe riprocessare l’uranio per costruire una bomba al plutonio.

Tra l’altro, vogliamo ricordarlo, è stato lo stesso Zarif a chiarire che – tra i temi di dialogo tra l’Iran e il 5+1. non ci sarà mai quello della sospensione dell’arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran. In merito ripubblichiamo le dichiarazioni del Ministro degli Esteri iraniano del 3 novembre (fonte Tasnim News).

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Non solo, volendo c’è anche di peggio: mentre i negoziatori iraniani illudevano il mondo, il neo Capo dell’Agenzia Atomica Iraniana – l’ex Ministro degli Esteri Ali Akbar Salehi – dichiarava che Teheran aveva già individuato i siti per costruire altre 34 centrali nucleari, tra cui una lungo il Golfo Persico, un’area sismica, assai delicata per i commerci e la sicurezza internazionale. Anche su questo argomento, vi riproponiamo l’agenzia con le dichiarazioni rilasciat da Zarif il 28 ottobre scorso.

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Per capire su quali parametri si dovrebbe basare un possibile accordo sul nucleare tra l’Iran e la Comunità Internazionale, vi rimandiamo al report del think tank americano ISIS, una istituzione in materia. Per accedere al report, scaricabile in pdf, basta cliccare sull’immagine sottostante: come potrete leggere, solo gli aspetti minimi da raggiungere per firmare un accordo soddisfacente, contraddicono tutte le dichiarazioni rilasciate dal regime iraniano in questi giorni. Considerando ciò, ci sembra assai difficile che un vero accordo sul nucleare possa essere raggiunto tra l’Iran e la Comunità Internazionale.  Altra cosa, ovviamente, è un accordo di facciata, buono per chiudere una crisi diplomatica, ma privo di consistenza in merito alla sicurezza mondiale e al comportamento illegale del regime iraniano. In questo caso, tra qualche tempo, riparleremo ancora del nucleare iraniano, descrivendovi il primo test atomico degli Ayatollah…

Il report ISIS: cliccare sull'immagine per accedere al report. Il pdf si trova in basso alla pagina.

Il report ISIS: cliccare sull’immagine per accedere al report. Il pdf si trova in basso

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