Archivio per novembre, 2013

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Il Presidente Rohani “festeggia” in questi giorni i suoi primi 100 giorni da presidente dell’Iran. Con l’occasione, pare che lo staff di Rohani si sia innamorato di Youtube producendo, in pochissime ore, due video su quanto realizzato sinora dal nuovo Governo e sulle sue aspirazioni di pace e convivenza. Il primo di questi video, ispirato quello del Presidente americano Obama, lo abbiamo visto ieri e abbiamo denunciato come non contiene nessun riferimento ai crimini che il regime iraniano ha commesso dall’elezione di Rohani ad oggi. In pochi mesi, infatti, oltre 200 persone sono state impiccate in tutto il Paese e diverse esecuzioni sono state eseguite in pubblica piazza. Questa mattina, invece, per mezzo del suo account Twitter, Rohani ha diffuso un secondo video (in farsi), in cui mostra i successi sinora ottenuti. Il video, per l’appunto, si intitola “100 giorni”.

Abbiamo deciso di prendere alcuni fermo immagine di questo secondo video, per analizzare i cinque messaggi politici principali che intende inviare al popolo iraniano e dimostrare chiaramente come, l’idea che Rohani sia un leader politico riformista, pronto a cambiare il volto del regime iraniano ed ascoltare le istanze di libertà del popolo, è solamente una falsità buona da vendere ai leader occidentali (sempre più spesso interessati solamente a quello che il regime iraniano può offrire loro in termini di risorse energetiche e opportunità commerciali). Le immagini che vedrete, rappresentano la migliore dimostrazione di come Hassan Rohani – da sempre parte dell’establishment iraniano – non è altro che l’uomo scelto dalla Guida Suprema per portare l’Iran fuori dall’isolamento internazionale e convincere l’occidente ad allentare (e poi cancellare) le sanzioni economiche. Purtroppo, però, non è l’uomo che sarà in grado di dare ai giovani iraniani quei diritti e quelle protezioni dagli abusi del regime, di cui avrebbero tanto bisogno.

Primo Messaggio: Fedeltà assoluta alla Guida Suprema

Ali Khamenei benedice il nuovo corso di Rohani

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Secondo Messaggio: Continunità con la linea politica del passato

Hassan Rohani con gli ex Presidenti Ahmadinejad e Rafsanjani. Il sodalizio con Rafsanjani rappresenta anche una indiretta fedeltà agli interessi economici di una dirigenza corrotta. Interessante notare l’assenza ad ogni riferimento con il Presidente riformista Khatami, mal visto da Khamenei e dai Pasdaran

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Terzo Messaggio: Fedeltà al clero conservatore di Qom

Hassan Rohani con lo speaker del Parlamento iraniano Ali Larijani, la cui famiglia è strettamente legata al clero di Qom. Indirettamente, questa immagine rappresenta anche una fedeltà al sistema giudiziario iraniano. Il fratello di Ali Lairjani, Sadegh, è infatti a capo della Magistratura della Repubblica Islamica.

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Quarto Messaggio: Fedeltà ai Pasdaran e agli interessi economici delle Guardie Rivoluzionarie

Hassan Rohani con il capo dei Pasdaran Jafari. Elogio del programma missilistico del regime. Il programma missilistico iraniano è direttamente legato al programma nucleare militare che Teheran sta portando avanti da oltre trent’anni

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Quinto Messaggio: Nessuna riforma dei costumi nella Repubblica Islamica

Hassan Rohani con donne quasi totalmente velate

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Sempre piu’ lanciato nel panorama mondiale, il Presidente Rohani ormai si diverte anche ad imitare Obama e lancia un video ispirato direttamente a quello intitolato “Yes We Can“, girato dal Presidente americano. Nel video, rilasciato in occasione dei primi 100 giorni di Governo, è possibile ascoltare Hassan Rohani parlare di amicizia, moderazione e pacifica convivenza tra tutti gli iraniani, senza distinzione di sesso, etnia o religione. Indubbiamente si tratta di belle parole, accompagnate da un piacevole sottofondo musicale. Peccato però che, ancora una volta, si tratta solamente di pura propaganda. Infatti,  mentre lo staff di Rohani si impegna per vendere l’immagine del Presidente al mondo, nella Repubblica Islamica continuano senza sosta le persecuzioni e le condanne a morte

Bastano pochi, drammatici, esempi per far capire la realtà che si vive sotto il potere degli Ayatollah. Solamente a novembre in Iran sono state impiccate ben 37 persone. All’inizio del mesein differenti carceri iraniani, ben 15 persone sono state ammazzate dal regime in soli due giorni . Tra questi 15 sfortunati, purtroppo, c’era anche anche il prigioniero politico curdo Shirko Moaferi, impiccato nel carcere di Saghez. Negli stessi giorni in cui veniva ucciso Moaferi, cinque prigionieri venivani impiccati presso Kerman. Non contento di questa mattanza, il regime ha continuato ad eseguire condanne a morte senza tregua. Dieci persone, tra cui una donna, sono state impiccate presso Karaj il 26 novembre. Lo stesso giorno, riferisce la stessa agenzia, un cittadino afghano è stato impiccato in pubblico nella città di Khonj (Provincia di Fars). Ieri, invece, le organizzazioni umanitarie hanno dato notizia dell’impiccaggione di cinque persone presso Bandar AbbasInsomma, una vera e propria strage senza fine, sulla quale il mondo tace

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Purtroppo non basta: il regime non solo uccide, ma continua a perseguitare tutti coloro che esprimono un pensiero non gradito in Rete. A dispetto della charm diplomacy dell’establishment iraniano in Facebook e Twitter, nella Repubblica islamica la mano della repressione si abbatte ancora duramente su tutti coloro che usano Internet per criticare gli Ayatollah. In questi giorni, ad esempio, otto persone sono state arrestate presso Kerman, con l’accusa di aver pubblicato in Rete contenuti blasfemi, ovvero di aver criticato il regime o aver messo in discussione l’Islam. Si tratta di una accusa gravissima che, tanto per chiarirci, può determinare una condanna a morte. Vogliamo ricordare che, appena qualche settimana fa, il Presidente iraniano Rohani ha risposto ad un tweet del fondatore di Twitter Jack Dorsey, affermando di voler assicurare a tutta la popolazione iraniana il diritto di navigare in Rete liberamente.

La notizia dell'arresto di 8 giovani iraniani per aver pubblicato "contenuti blasfemi" in Rete (Fonte: Fars News)

La notizia dell’arresto di 8 giovani iraniani per aver pubblicato “contenuti blasfemi” in Rete (Fars News)

La risposta di Rohani alla domanda del fondatore di Twitter, Jack Dorsey

La risposta di Rohani alla domanda del fondatore di Twitter, Jack Dorsey