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L’Occidente guarda ad Hassan Rohani come all’uomo della speranza, colui che sarà capace di portare in Iran la democrazia e rendere la Repubblica Islamica una garante della sicurezza nella regione mediorientale ed asiatica. A tal proposito, addirittura, il quotidiano inglese The Guardian ha proposto proprio Rohani come il candidato per il premio Nobel per la pace. Ancora una volta, quindi, un premio Nobel da assegnare ad un leader internazionale senza che questo abbia ancora dimostrato niente e che, soprattutto, quello che sta mettendo in pratica non ha niente di differente da quanto avveniva nel passato.

Già, proprio così; oltre a non aver cambiato la politica interna, Hassan Rohani non ha cambianto nulla – se non l’approccio diplomatico più conciliante – nella politica estera dell’Iran. A dimostrare che il nuovo corso di Teheran è identico al precedente, ci ha pensato oggi Hussein Amir Abdollahian, Vice Ministro degli Esteri iraniano responsabile del Dipartimento Paesi Arabi ed Africani. Hussein Amir Abdollahian, per la cronaca, è un diplomatico iraniano di lungo corso ed è l’uomo che, quotidianamente, si occupa di aree come la Siria, il Libano, l’Iraq, la Palestina, lo Yemen, l’Egitto ed il Bahrain.

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In una intervista concessa ad Al Monitor, Hussein Amir Abdollahian, non soltanto ha ribadito il sostegno – senza condizioni – al dittatore siriano Bashar al Assad, ma ha anche rimarcato che Teheran mantiene strettissimi contatti con l’organizzazione terrorista palestinese Hamas. In merito alla Siria, più precisamente, Abdollahian ha affermato che “Noi (l’Iran, NdA) appoggiamo Assad, la sua soluzione politica e le sue riforme. L’Iran sostiene la Siria come membro del blocco della resistenza e…ritiene Assad il Presidente legittimo della Siria sono alle prossime elezioni”, Il diplomatico iraniano, quindi, ha evidenziato come una collaborazione tra l’Arabia Saudita e l’Iran , potrebbe riuscire ad arginare efficacemente il terrorismo di Al Qaeda. Ottima idea, peccato però che Teheran continua a sostenere i ribelli sciiti in Yemen, favorendo direttamente l’instabilità del Golfo Persico e della stessa Arabia Saudita! Senza contare i missili che i Pasdaran hanno inviato ai Talebani in Afghanistan, alleati diretti di al Qaeda…

Rispondendo quindi ad una domanda specifica sul rapporto con Hamas, Abdollahian ha affermato che il rapporto tra l’Iran e l’organizzazione terrorista islamica palestinese resta molto forte e rivela che, proprio in questi giorni, i terroristi “Khaled Meshaal e Islamil Hanyeh sono stati ricevuti in Iran”. Anzi, aggiunge il diplomatico iraniano, “è possibile trovare rappresentanti di Hamas in Iran in ogni momento“. Subito dopo, quindi, Abdollahian parla dell’Egitto, evidenziando come i rapporti con Il Cairo sono buoni “ad ogni livello” e criticando Morsi per non aver tenuto in considerazione diverse problematiche. Peccato, però, che si tratta dello stesso Egitto che quotidianamente combatte i terroristi islamici – pagati e sostenuti da Hamas – che hanno reso la Penisola del Sinai una zona di traffici illeciti e sofferenza. Quindi, considerando che i terroristi di Hamas arrivano in Iran per ottenere finanziamenti, Teheran dovrebbe spiegare al Governo egiziano come mai – nonostante i buoni rapporti – continua a sostenere l’organizzazione che per eccellenza mette in pericolo la stabilità egiziana…

Documenti pubblicati dai giornali egiziani che dimostrano il ruolo di Hamas nell'instabilità nel Sinai

Documenti pubblicati dai giornali egiziani che dimostrano il ruolo di Hamas nell’instabilità nel Sinai

Al di là delle contraddizioni, leggendo le parole di Hussein Amir Abdollahian, sorge spontanea una domanda; che cosa è cambiato nella politica estera iraniana dopo l’elezione di Rohani? Se quello Al Monitor riporta è vero, come è ovvio, ci sembra che la politica estera del Governo Rohani sia identica a quella di Ahmadinejad e sia caratterizzata, ancora una volta, dal sostegno a leader ed organizzazioni che diffondono terrore e morte. Sarà forse proprio per questa continuità che, lo Hussein Amir Abdollahian, è stato confermato senza indugio dal neo Ministro Zarif nella stessa identica posizione che occupava al tempo in cui Ali Akbar Salehi era Ministro degli Esteri. Per la cronaca oggi Ali Akbar Salehi è il Capo dell’Agenzia Atomica Iraniana…

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