“L’Iran potrebbe costruire una bomba nucleare in un mese o al massimo due ed ha già raggiunto, in un certo senso, lo stato di non ritorno”, con queste parole Olli Heinonen – già Vice Segretario dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica – ha descritto lo stato attuale del programma nucleare iraniano. Come vi ricorderete, vi abbiamo già parlato di Olli Heinonen come del diplomatico che, nel 2008, convocò la riunione di altissimo vertice dell’AIEA nel quale venne descritto . nel dettaglio – il progetto attraverso il quale gli Ayatollah intendevano costruire l’ordigno nucleare. La previsione di Olli Heinonen, per la cronaca, è stata pienamente confermata dal think tank americano ISIS, fonte assoluta per quanto concerne la proliferazione nucleare.

La denuncia di Olli Heinonen

La denuncia di Olli Heinonen

Quindi, mentre l’Iran riprende i negoziati con l’AIEA, gli ingegneri iraniani continuano ininterrottamente ad arricchiere l’uranio al 20%. Senza contare che, proprio in questi giorni, il Capo dell’Agenzia Atomica Iraniana Ali Akbar Salehi, ha annunciato l’intenzione del regime di costruire nuove centrali nucleari, soprattutto lungo la costa che affaccia sul Golfo Persico (in questo modo, un eventuale incidente nucleare, colpirebbe anche i Paesi arabi sunniti della regione…). Per la cronaca, Teheran ha reso noto di aver già esamito 34 siti, ove poter costruire nuove centrali nucleariQuello a cui puntano i diplomatici iraniani, come vi abbiamo già detto, è un accordo che permetta alla Repubblica Islamica di congelare il programma nucleare, cancellando in breve tempo le sanzioni internazionali. Tutto ciò, chiaramente, senza perdere il know-how e il materiale sinora accumulato. Insomma, una tattica win-win che lascerebbe l’Iran libero, nel prossimo futuro, di riprendere la strada verso la bomba nucleare liberamente. 

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Nella Comunità Internazionale, purtroppo, sono ormai numerosi i diplomatici che – per ragioni meramente strumentali – sembrano disposti a firmare un accordo al ribasso con gli Ayatollah. Per convincere il pubblico della fondatezza di un accordo simile, quindi, sono diverse le notizie false che vengono diffuse in Rete: in queste ore, ad esempio, qualcuno ha parlato della già avvenuta sospensione dell’arricchimento dell’uranio al 20% da parte dell’Iran. Poco dopo, però, è stato lo stesso regime iraniano, per bocca del potente Alaeddin Boroujerdi, Presidente della Commissione Sicurezza Nazionale e Politica Estera, a negare lo “scoop” bollandolo come una invenzione mediatica.

Fonte Reuters

Fonte Reuters

Vogliamo ricordare, ancora una volta, che arricchire l’uranio dallo 0,7% al 3,5% è molto difficile, ma il passaggio dal 3,5% al 90% – il cosidetto weapon grade enrichment – è assai più facile e veloce. L’Iran, nelle centrali di Qom e Natanz, ha già iniziato l’arricchimento dell’uranio al 20% dal febbraio del 2010. Secondo le stime dell’ISIS, l’Iran potrebbe decidere di costruire la bomba passando per un livello di arricchimento dell’uranio intermedio, ovvero al 60%. A tal proposito va ricordato che circa un anno fa, il deputato iraniano Mansour Haqiqatpour – Vice Presidente della Commissione Sicurezza Nazionale e Politica Estera – disse che, nel caso in cui i negoziati tra l’Iran e il gruppo del 5+1 fossero falliti. la Repubblica Islamica avrebbe avviato immediatamente l’arricchimento dell’uranio al 60%.

A buon intenditor, poche parole…

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