Archivio per agosto, 2013

Manifestanti afghani contro il regime iraniano

Manifestanti afghani protestano contro il regime iraniano

L’Afghanistan, come è noto, è un Paese martoriato dalla crisi che – ormai da decenni – soffre per le conseguenze di terribili conflitti e di regimi fondamentalisti e senza pietà. Ancora oggi, nonostante la fine del Governo dei Talebani, l’Afghanistan è uno Stato instabile inseribile probabilmente all’interno di quelli che vengono definiti i “failed State”. Il territorio, infati, è tutt’altro che unito e il potere è ancora in mano ai “signori della guerra”, siano essi uomini di Karzai alleati dell’Occidente o Talebani.

Nonostante tutto il dolore e a dispetto dei tantissimi caduti, l’orgoglio del popolo afghano è ancora forte e si dimostra ogni volta che una forza esterna tenta di imporre al Paese decisioni contrarie agli interessi di Kabul. L’onore afghano, in questi ultimi giorni, si è espresso ancora una volta contro il regime iraniano, colpevole di trattare come animali i profughi afghani, di cercare di controllare l’Afghanistan attraverso una rete di spie e di corruzione e di voler obbligare il Governo regionale a rinuciare ad alcuni progetti economici importanti, al solo scopo di favorire Teheran

Ovviamente in Occidente nessuno ne ha parlato, ma pochi giorni gli abitanti della città di Herat hanno protestato vicino alla sede del consolato iraniano, accusando il regime degli Ayatollah di interferire illecitamente negli affari interni dell’Afghanistan. In particolare, i manifestanti hanno protestato contro la presenza di spie iraniane nelle Province di Herat, Farah, Badghis e Nimroz e contro la politica che Teheran sta portando avanti al fine di bloccare la costruzione di due importanti dighe in Afghanistan (la diga Salma e la diga Kamal Khan). Inoltre, questi coraggiosi manifestanti hanno anche denunciato la corruzione che governa il consolato dell’Iran ad Herat: sembra, infatti che, per condere i permessi di ingresso nella Repubblica Islamica i diplomatici iraniani si facciano pagare a peso d’oro da persone che non hanno praticamente nulla…

Immagine della Diga Kamal Khan

Immagine della Diga Kamal Khan

Immagine della Diga Salma

Immagine della Diga Salma

In queste ore, il coraggio degli Afghani, sembra drammaticamente scontrarsi con la debolezza degli Occidentali. Mentre, infatti, in Afghanistan la popolazione dice no all’interferenza del regime iraniano e al terrorismo che la Forza Quds sparge sul territorio (finanziando direttamente i Taliban), in Occidente gli Stati Uniti stanno praticamente rimanendo da soli davanti all’ipotesi di punire Bashar al-Assad per aver usato armi chimiche contro cittadini siriani inermi. Tutto questo, nonostante il fatto che nessuno in Occidente ha ormai il coraggio di negare che gli agenti chimici sono stati usati dagli uomini di Assad e che si tratta di un “crimine orrendo”. Questa consapevolezza – la chiara cognizione che Bashar ha superato ormai ogni linea rossa – non sembra però portare a decisioni coraggiose contro un regime che ha ucciso oltre centomila persone e ha costretto oltre un milione di esseri umani a lasciare le loro case.

Insomma, così come il popolo afghano, anche quello siriano sta rimanendo solo nella sua lotta contro un regime fascista, spietato e criminale. Non colpendo Bashar al Assad dopo l’uso delle armi chimiche, l’Occidente sta implicitamente avallando l’uso di ogni mezzo – anche le armi di distruzioni di massa – per colpire ogni possibile nemico. Da qui alla la bomba nucleare dell’Iran il passo, purtroppo, sarà breve…

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IRAN FACEBOOK

La guerra in Siria si combatte ormaia anche sui social networks. In Iran, solamente negli ultimi mesi, sono nate diverse pagine Facebook in supporto del Governo di Bashar al Assad e soprattutto dei miliziani della Forza Quds impegnati direttamente nella guerra siriana. Ormai, va precisato, il coinvolgimento del regime di Teheran all’interno del conflitto siriano è talmente noto, che gli Ayatollah e i Pasdaran non provano nemmeno a celarlo. Praticamente tutte le pagine Facebook si richiamano alla Moschea di Zainab, situata a Damasco e considerata sacra nell’Islam sciita (è qui, infatti, che riposerebbe la figlia dell’Imam Ali).

Il live motive delle Pagine Facebook create in Iran in supporto del regime siriano è praticamente sempre lo stesso: i miliziani iraniani si trovano in Siria per combattere una guerra sacra contro i Tafkir (miscredenti/infedeli), comandati dai pericolosi sionisti (ovvero Stati Uniti, Israele e praticamente tutta la galassia sunnita). Nelle Pagine, quindi, è possible trovare informazioni contro i ribelli, dettagli delle azioni dell’esercito di Bashar al-Assad e le immagini dei comandati dei Pasdaran e dei miliziani Hezbollah impegnati nei vari combattimenti. Il tutto, ovviamente, condito con un sano fanatismo religioso, per rendere il tutto più sacro.

La Moschea di Zainab a Damasco, luogo sacro per l'islam Sciita

La Moschea di Zainab a Damasco, luogo sacro per l’islam Sciita

L’organizzazione delle Pagine Facebook e i contenuti lasciano pensare ad un campagna organizzata direttamente dal regime iraniano per evitare possibili critiche popolari derivate dal prezzo che i cittadini iraniani stanno pagando per il coinvolgimento in Siria. Non solo, va specificato, un alto costo in termini di vite umane, ma anche un pesante prezzo in termini economici. Un aggravio che pesa direttamente sulla vita delle famiglie iraniane e sull’economica del Paese (la situazione economica della Repubblica Islamica è praticamente penosa. Basti solamente dire che il tasso di inflazione supera il 30%). In tal senso, come ricorderete, proprio su questo blog abbiamo pubblicato diversi filmani in cui la popolazione iraniana gritava “No Gaza, No Siria, No Libano, La mia vita solo per l’Iran“, proprio ad indicare la voglia della popolazione iraniana di vivere e morire solamente per il loro Paese e non all’estero e su commissione…

Una seconda cosa va rilevata: il titolo di alcune di queste Pagine Facebook è in Arabo e non in Farsi. E’ un segno evidente sia della volontà del regime di raggiungere il popolo siriano fedele a Bashar al Assad, sia di spaventare i ribelli e sia, probabilmente, di raggiungere il pubblico Arabo, allo scopo di diffondere il messaggio della Repubblica Islamica.

Qui di seguito alcune pagine Facebook create in Iran in supporto di Bashar al Assad e dei terroristi iraniani arrivati in Siria per uccidere i civili e gli oppositori del regime baathista.

La prima Pagina che vi proproniamo si intitola “Gli Iraniani sostengono il Governo della Siria e il suo Popolo” (il titolo è scritto in Arabo e non in Farsi). Ovviamente il Governo sostenuto è quello di Bashar al-Assad. Notare l’immagine banner della Pagina Facebook: si tratta della foto di Qassem Suleiman, Capo della Forza Quds, unità dei Pasdaran responsabile delle azioni terroriste nel mondo organizzate della Repubblica Islamica.

La pagina Facebook "Gli Iraniani sostengono il Governo della Siria e il suo Popolo"

La pagina Facebook “Gli Iraniani sostengono il Governo della Siria e il suo Popolo”

La seconda pagina si intitola “Sciiti in favore della Presenza e della Difesa della Moschea dell’Imam in Siria“. Questa volta il titolo è scritto in Farsi ed è interessante rilevare che la Pagina è stata aperta nel Novembre del 2010, ovvero prima dello scoppio della guerra civile siriana. Con l’inizio del conflitto la pagina ha preso una piega militante e ha oggi 1807 fan,

La Pagina Facebook "Sciiti in favore della Presenza e della Difesa della Moschea dell'Imam in Siria"

La pagina Facebook “Sciiti in favore della Presenza e della Difesa della Moschea dell’Imam in Siria”

La terza Pagina è dedicata direttamente ai terroristi della Forza Quds e si intitola “Pasdaran della Forza Quds Martiri di Zainab “, una pagina dedicata ai caduti in combattimento dell’unità delle Guardie Rivoluzionarie.

La pagina Facebook "Pasdaran della Forza Quds Martiri di Zainab"

La pagina Facebook “Pasdaran della Forza Quds Martiri di Zainab”

La quarta pagina si intitola “I difensori della Moschea di Zainab, sia la pace su di loro“, Anche in questa pagina il titolo è in Arabo, La pagina è stata creata recentemente, nel luglio del 2013 e ha oggi 3778 fan.

La pagina Facebook "  "

La pagina Facebook ” I difensori della Moschea di Zainab, sia la pace su di loro “

Infine la quinta pagina Facebook, l’ultima che vi proponiamo. Questa volta la pagina si intitola “Noi vogliamo difendere la Moschea di Zainab“. La pagina, questa volta, è in Farsi per ovvie ragioni: si tratta di un mezzo usato dal regime per trovare nuovi volontari da mandare al macello in Siria.

La pagina Facebook "  "

La pagina Facebook “Noi vogliamo difendere la Moschea di Zainab”