GEOPOLITICA – LA BATTAGLIA PER ALEPPO: SCONFIGGERE ASSAD PER AMMANSIRE L’IRAN ?

Pubblicato: giugno 20, 2013 in Iran, Iran Armi, Iran Geopolitica, Iran Hezbollah, Iran in Siria, Iran militare, Iran Miliziani, Iran Minoranze, Iran notizie, Iran Politica Estera, Iran Regime, Iran terrorismo
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iran siria

Bashar al-Assad e il suo esercito, parliamoci chiaro, erano stati sconfitti da tempo. L’offensiva dei ribelli, per quanto disordinata, aveva messo il regime in seria difficoltà e le strade di Damasco erano diventate praticamente un bunker militare. Compresa che la fine di Bashar era vicina, il regime iraniano ha ordinato immediatamente alle milizie di Hezbollah di entrare direttamente nel conflitto. Ovviamente il servo barbuto Nasrallah a obbedino immediatamente.

Così, mentre l’Occidente rifletteva se armare o no i ribelli, il regime di Assad ha scatenato quella che è stata definita la “battaglia di al-Qusayr. Per conquistare Qusayr l’esercito siriano – coadiuvato da Hezbollah – ha attaccato prima due altri piccoli villaggi chiamati Shamsin e Shinsar, radendoli praticamente al suolo. La conquista di Qusayr, come ormai noto, ha rappresentato per il regime siriano una vittoria molto importante perchè ha permesso di lasciare aperta la strada verso il Libano, ovvero il corridoio che garantisce a Bashar al-Assad l’arrivo degli armamenti e degli uomini di Hezbollah.

battaglia di qusayr

Adesso Aleppo. L’esercito siriano fedele ad Assad – noto come Syrian Arab Army-SSA – sembra adesso pronto a fare un copia e incolla della strategia usata per riprendere Qusayr, ad Aleppo. L’offensiva, anche questa volta, prevederebbe sempre una serie di massicci bombardamenti dall’alto e la conquista iniziale delle cittadine di Nebul e Zahra, ove già sono iniziati i primi attacchi aerei e le prime incursioni via terra. Il primo obiettivo del regime siriano, quasi certamente, sarà assicurarsi il controllo della base aerea di Minnakh, un centro chiave per poter lanciare raid sui cieli di Aleppo durante lo scontro.

battaglia di aleppo

Tra la battaglia di Qusayr e quella di Aleppo, però, c’è una differenza: il tempo di Hezbollah. Il “Partito di Dio”, infatti, è sempre più in difficoltà interna per il suo coinvolgimento nel conflitto siriano. Solo pochi giorni fa, lo ricordiamo, una dura contestazione è avvenuta in Libano davanti all’Ambasciata iraniana. Durante gli scontri, purtroppo, un militante dell’opposizione libanese ha perso la vita. Il tempo di Hezbollah, quindi, non è infinito, così come il numero dei terroristi appartenenti all’organizzazione sciita pronti ad immolarsi per Assad. Durante la battaglia di Qusayr, infatti, sono stati centinaia i miliziani di Hezbollah che sono tornati a casa dentro una bara…

Per questo, la battaglia di Aleppo sarà soprattutto la battaglia dell’Iran. In questo scontro, infatti, Teheran sarà totalmente coinvolto, non solo politicamente, ma anche con uomini e mezzi. In primis, lo ricordiamo, già oggi ad Aleppo sono attivi dei Comitati di Difesa Popolari, armati e addestrati da uomini inviati direttamente dall’Iran. In aggiunta ai Comitati Popolari, come avevamo già preannunciato, dall’Iran sono partiti 4000 Pasdaran che, quasi sicuramente, verranno impiegati direttamente nella battaglia di Aleppo. Così come la conquista di Qusayr ha permesso ad Assad di tenere aperta la strada verso il Libano, una  eventuale presa di Aleppo permetterebbe al regime di interrompere il contatto tra la Turchia e i ribelli siriani, con un danno diretto anche sui rifugiati che, proprio attraverso quel corridoio, trovano una delle poche vie per mettersi in salvo.

guerra in siria

Chi vincerà ad Aleppo, sia chiaro, non avrà vinto la guerra in Siria. Come in ogni conflitto, la vittoria totale arriva solamente quando si conquista la capitale e la battaglia per Damasco non è ancora cominciata. Prendere Aleppo, però, permetterebbe ad Assad di consolidare ancora di più il suo potere e al regime iraniano di rafforzare la sua posizione nel contesto mediorientale. Al contrario, una sconfitta di Bashar al-Assad ad Aleppo, non solo farebbe vacillare il regime Baathista, ma costringerebbe gli Ayatollah a ripensare la loro strategia regionale. 

Chissà che se l’Occidente riuscità a capire che, proprio da Aleppo potrebbe arrivare la chiave di volta per rimettere il regime iraniano al suo posto e constringerlo a seguire più miti consigli…

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