iran nucleare: red line

Il programma nucleare iraniano diventa, ogni giorno di più, una minaccia per la Comunità Internazionale. Questa volta, secondo lo scoop pubblicato da Reza Khalili (ex agente dei Pasdaran, rifugiatosi da tempo negli Stati Uniti), l’Iran avrebbe varcato la “red line”, ovvero la linea rossa: gli scienziati iraniani, infatti, starebbero lavorando attivamente alla costruzione della bomba atomica in un impianto segreto situato vicino all’impianto di Fordow, nella zona della città santa di Qom.

Secondo le informazioni ricevute da Raza Khalili, infatti, l’impianto segreto si chiamerebbe Quds (Gerusalemme in arabo) e sarebbe lungo circa 8,6 km e argo 4,6 km. L’impianto si costituirebbe di due aree, scavate 114 metri all’interno della montagna, vicine ad un impianto missilistico denominato “Martire Mughniyah” (dal nome del terrrorista di Hezbollah Imad Mughniyah ucciso in Siria nel 2008). L’intero impianto sarebbe circondato da filo spinato, controllato da 45 torrette e da diverse postazioni militari. Sempre secondo quanto sappiamo sinora, l’impianto di Quds disterebbe solamente 9.,3 km da quello di Fordow, scoperto appunto nel 2009. I due siti nucleari, però, sarebbero stati costruiti nello stesso periodo, ma il sito di Quds sarebbe diventato operativo al 60% nel 2011.

Il sito di Quds avrebbe la capacità di ospitare 8000 centrifughe. Attualmente sarebbero già operative tre camere con 19 cascate da 170 0 174 centrifughe ognuna. Sino ad tre mesi fa, quindi, nell’impianto sarebbero stati arricchiti 76 kg di uranio al 20% e 48 kg di uranio al 40%. L’arricchimento al 40%, privo di ogni giustificazione civile, indicherebbe chiaramente l’intenzione di Teheran di costruire una bomba nucleare. Nell’impianto, inoltre, gli scienziati iraniani starebbero lavorando alla costruzione di un “riflettore di neutroni”, segno della volontà di costruire un ordigno nucleare tecnologicamente avanzato a due stadi, più sofisticato e potente. Sempre secondo la fonte iraniana di Reza Khalili, nell’impianto di Quds sarebbero anche allocati 24 kg di Plutionio, sufficienti per costruire diverse bombe atomiche. 

Il responsabile dell’impianto di Quds sarebbe il Generale dei Pasdaran Ahmad Vahid Dastjerdi, diretto collaboratore della Guida Suprema Ali Khamenei. Il suo vice sarebbe Hojatolislam Ramezani. Per lo sviluppo dell’arma atomica e dei missili ballistici, quindi, Khamenei avrebbe ben stanziato 22 miliardi di dollari. 

Ulteriori informazioni giungono anche in merito all’impianto missilistico “Martire Mughniyah”: all’interno di questa struttura gli scienziati iraniani – con la collaborazione di quelli nordcoreani – starebbero lavorando alla pruduzione di 17 missili balistici Shahab 3, capaci di trasportare un ordigno atomico. In merito ai rapporti tra Iran e Corea del Nord vi abbiamo parlato, come ricorderete, in un report speciale pubblicato qualche settimana addietro su questo blog. Va ricordato che il missile Shahab 3, tecnologicamente parlando, è basato quasi totalmente sul missile balistico nordcoreano Taepodong II. Il processo operativo e tecnico sarebbe stato completato sinora per l’80%. . Non è tutto però: nell’impianto, purtroppo, Teheran starebbe lavorando anche a bombe al napalm di nuova generazione, da spedire direttamente ad Hezbollah per usarle contro Israele e contro l’opposizione siriana, nel caso di una caduta definitiva di Bashar al Assad.

Di seguito pubblichiamo diverse immagini prese da Google Earth, che dimostrano l’esistenza del sito di Quds e di quello “Martire Mughniyah”.

Il sito nucleare di Quds (Gerusalemme)

Il sito nucleare di Quds (Gerusalemme)

 

I due ingressi nel sito di Quds, scavati nella montagna

I due ingressi nel sito di Quds, scavati nella montagna

 

L'impianto missilistico "Martire Mughniyah"

L’impianto missilistico “Martire Mughniyah”

 

La strada che connette l'Impianto di Quds con quello "Martire Mughniyah"

La strada che connette l’Impianto di Quds con quello “Martire Mughniyah”

 

I depositi dei Missili Shahab 3

I depositi dei Missili Shahab 3

 

Una immagine più vicina dei depositi (silos) dei Missili Shahab 3

Una immagine più vicina dei depositi (silos) dei Missili Shahab 3

 

I sistemi di lancio mobili dei Missili

I sistemi di lancio mobili dei Missili

 

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commenti
  1. Massimiliano ha detto:

    https://nopasdaran2.wordpress.com/2012/12/12/iran-missili-bomba-nucleare/

    Avendo letto questo articolo che sto commentando e tenendo conto di quell’altro articolo che avete scritto e che vi ho linkato direi che il tempo di fare i diplomatici è finito.

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  2. No Pasdaran ha detto:

    Beh, caro Massimo questo andrebbe detto a quei Paesi che fanno finta di appoggiare le sanzioni, per poi finanziare Teheran per vie traverse….
    Siamo sempre stati con forza verso una azione diplomatica durissima che isolasse il regime praticamente totalmente. Purtroppo, però, nonostante i passi avanti, ciò non sta avvenendo veramente (anche se le sanzioni hanno determinato degli effetti in Iran). Il problema è che, se per un verso si approvano sanzioni dure e poi, però, si va ad Alma Aty a dire agli iraniani che in fondo possiamo accettare il loro nucleare, sicuramente non si fa un gioco molto intelligente…

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    • Massimiliano ha detto:

      Sì, tanto per vedere casa nostra basta leggere le dichiarazioni della ministra degli esteri E.U.

      Direi che la soluzione diplomatica a questo casino sia ormai una chimera, voi che sicuramente ne sapete più di me, dite che un’attacco militare ai siti nucleari iraniani è inevitabile ?

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  3. No Pasdaran ha detto:

    Massimiliano ,perdonaci. Errore di battitura! Grazie del tuo commento

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