Archivio per ottobre, 2012

Potremmo dire: alla faccia della diplomazia! Pare, infatti, che i rappresentanti iraniani abbiano avvertito il Gruppo del 5+1: o verranno tolte le sanzioni o il regime darà il via libera all’arricchimento dell’uranio oltre il 93%. Affermazione “diplomatica” per dire che Teheran passerà alla fase 3 e costruirà la bomba nucleare! La notizia è stata diffusa dal National Journal e rilanciata dal sito Global Security Neswire, fonte autorevole nel settore della difesa.

Per chi segue questo blog, probabilmente, il nuovo annuncio degli Ayatollah non risulterà soprendente: abbiamo già denunciato che, diversi esponenti del regime, hanno da tempo ammesso che l’Iran potrebbe arricchire l’uranio al livello “weapon grade”. Il regime ha giustificato questa possibilità sostenendo di vole produrre dei sommergibili nucleari. Come è noto, però, si tratta solamente dell’ennesima invenzione per mascherare i reali fini del programma nucleare.

D’altronde, basta ascoltare i discorsi dei leaders iraniani per capire i loro reali propositi della Repubblica Islamica. Parlando nella base navale di Bandar Abbas, ad esempio, l’ex capo del Politburo dei Pasdaran Gen. Yadollah Javani ha descritto l’Iran come un “rivale strategico” dell’Occidente e ha ribadito il ruolo svolto dalla Repubblica Islamica nella “Primavera Araba”. Se questa è la posizione dei leaders iraniani (ed è così ve lo assicuriamo…), la bomba atomica rappresenta un perfetto strumento per garantire la sopravvivenza del regime. Pyongyang docet…

La scorsa settimana ci aveva deliziato con la sua prima perla di saggezza. Il Capo della Magistratura iraniana Sadegh Larijani, infatti, aveva avuto l’ardire di sostenere che in Iran nessuno veniva ucciso per le proprie convinzioni politiche. Oggi, se possibile, Sadegh Larijani si supera e, in merito alla pena di morte, afferma testualmente: “Non solamente in Iran, ma anche in tutti i Paesi islamici, la pena di morte esiste ed è, in effetti, un valore di tutto il mondo islamico“. Abbiamo capito bene!!! A quanto pare, non soltanto Larijani difende questo barbaro sistema punitivo, ma lo descrive come un “valore”, ovvero una scelta religiosamente etica e moralmente giustificabile. Ormai siamo alla fiera dell’impossibile e davvero, nuovamente, è meglio lasciare il commento unicamente alle immagini.

Il boia in Iran non si ferma

Che la pena di morte sia un valore per il regime iraniano non facciamo fatica a crederlo e ce lo conferma il fatto che il boia in Iran non si ferma. Mentre vi scriviamo, infatti, dieci prigionieri iraniani rischiano di finire al patibolo nel carcere di Evin. Attivisti iraniani hanno comunicato che le autorità carcerarie hanno invitato i prigionieri a chiamare i parenti per concordare l’ultima visita…Nel mentre, a proposito di convinzioni politiche, tre prigionieri di entnia Balochi sono stati uccisi nel carcere di Zahedan. I loro nomi sono: Abdolbaset Rigi, Abdoljalil Kahrazehi e Yahya Chari Zehi. Per tutti loro l’accusa è quella di Moharebeh, la modalità con cui il Teheran classifica i nemici di dio, ovvero i nemici del regime iraniano…

A tutto ciò, in conclusione, possiamo aggiungere le parole del Ministro degli Esteri francese Laurant Fabius, in merito al programma nucleare iraniano. Parlando alla radio Europe-1, Fabius ha affermato senza mezzi termini che l’Iran acquisirà la capacità di costruire un ordigno nucleare nella prima metà del 2013!!! Praticamente domani…