IRAN: QUATTRO MESI PER OTTENERE IL MATERIALE PER LA BOMBA NUCLEARE!

Pubblicato: ottobre 10, 2012 in Iran armamenti clandestini, Iran Bomba nucleare, Iran Diplomazia, Iran militare, Iran Nucleare, Iran Politica Estera
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Se l’Iran lo volesse, in 2-4 mesi, potrebbe produrre la quantità sufficiente (QS) di uranio altamente arricchito (WGU) per costruire un ordigno nucleare. E’ questa la conclusione, molto netta, pubblicata nel nuovo report del think tank americano ISIS, dopo la simulazione messa in atto dai suoi esperti. La simulazione, va precisato, è stata basata sulle centrifughe di tipo IR-1, quelle maggiormente usate oggi in Iran (il regime iraniano sta, nel mentre, testando centrifughe avanzate di tipo IR-2).

Alcuni hanno risposto alla pubblicazione del report ISIS parlando di pura propaganda. Sarà, ma alcuni dati evidenziano esattamente il contrario: pochi ricordano, infatti, che il regime iraniano ha ufficialmente ammesso l’intenzione di arricchire l’uranio al 90% – il limite di arricchimento previsto per fabbricare un ordigno nucleare – al fine di produrre il combustibile necessario per i suoi sottomarini. Di questo, si badi bene, non hanno parlato fonti anonime dei servizi segreti occidentali, ma gli stessi parlamentari iraniani e militari di Teheran. Si veda, a tal proposito, il report pubblicato dall’Istituto MEMRI il 27 settembre del 2012. Nelle note del testo, a scanso di equivoci, ci sono tutti i riferimenti alle agenzie di stampa iraniane uscite in questi mesi su questo argomento.

Lo stato di “soglia nucleare” e i paragoni assurdi

Continuando di questo passo, quindi, l’Iran diventerà presto un cosiddetto “nuclear threshold State“, ovvero un Paese di “soglia nucleare“, capace di arricchire l’uranio sul suo territorio oltre il 20% e di costruire un ordigno in ogni momento. La Repubblica Islamica, ormai da tempo, si richiama agli esempi del Giappone e della Germania per giustificare il suo comportamento. Ci sono però almeno tre sostanziali differenze tra Teheran, Tokyo e Berlino:

1- Giappone e Germania hanno la proibizione della produzione di armamenti nucleari scritta all’interno della loro Costituzione. L’Iran no! Non si tiri fuori ora la storia della “fatwa sul nucleare” di Khamenei, perchè ormai abbiamo provato da tempo che si tratta di una enorme bufala. In merito si legga questo nostro articolo;

2- Germania e Giappone sono due democrazie. L’Iran, al contrario, è una teocrazia retta da fanatici che finanziano buona parte del terrorismo mondiale;

3- Germania e Giappone hanno aperto tutti i loro impianti nucleari all’AIEA, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. L’Iran no! Al contrario, Teheran ha impedito agli ispettori internazionali di visitare diversi impianti sospetti (su tutti Parchin, ove il regime ha svolto esperimento su esplosioni ad alto potenziale e sviluppato i suoi missili ballistici).

Concludiamo riportandovi un bell’articolo scritto da Daniele Raineri, pubblicato oggi su Il Foglio. Daniele Raineri, molto intelligentemente, evidenzia come la crisi del Rial e le recenti proteste di piazza potrebbero rafforzare il regime nella sua volontà di reprimere la classe media (la più ostile al regime). E’ necessario, quindi, proseguire la strada delle sanzioni e non lasciare solo il popolo iraniano in questa sua lotta per la libertà. Qui sotto un altro video interente alle proteste della scorsa settimana in Iran: il popolo strappa un cartellone inneggiante a Khamenei e reagisce alle provocazioni di un membro dei Basij!

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