AIEA: L’IRAN E’ SEMPRE PIU’ VICINO ALLA BOMBA!

Pubblicato: settembre 3, 2012 in Iran Diplomazia, Iran Diritti Umani, Iran Nucleare
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Nonostante il grande baccano internazionale, il summit dei Non Allineati tenutosi a Teheran quest’ultima settimana di agosto è stato un vero e proprio fallimento per la diplomazia iraniana. La “fotografia” del fallimento è data dal discorso del neo Presidente egiziano Morsi in merito alla crisi siriana: Morsi ha attaccato Assad e la legittimità del suo potere. La delegazione di Damasco ha lasciato la sala e, per tutta risposta, il traduttore ufficiale in farsi ha sostituito alla parola “Siria” la parola “Bahrain”, determinando una nuova crisi diplomatica tra i due Paesi del Golfo. E’ stato pienamente dimostrata, invece, la nostra tesi in merito al reale interesse di Teheran riguardo al Movimento dei Non-Allineati (NAM): gli Ayatollah hanno usato il summit per iniziare una offensiva diplomatica tutta rivolta al bypassaggio delle sanzioni internazionali e alla tutela del programma nucleare militare. L’offensiva si concretizzerà, certamente, in occasione della cerimonia di apertura dell’Assemblea Generale dell’Onu il prossimo 26 settembre (e Teheran, purtroppo, parlerà anche a nome dei Paesi NAM).

Il nuovo report dell’AIEA e la crisi con la Turchia

Mentre Teheran continua a minacciare mezzo mondo, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica – AIEA, ha rilasciato il nuovo report in merito allo status del programma nucleare iraniano. Purtroppo, ancora una volta, pessime notizie: l’Iran ha raddoppiato il numero di centrifughe per l’arricchimento dell’uranio nel sito sotterraneo di Fordow (2140 oggi) e ha aumentato notevolmente la percentuale di Uf6 arricchito al 3,5% (6876 kg) e al 20%  (189,4 Kg). Per la cronaca, 6876 Kg di Uf6 arricchito al 3,5% bastano per costruire ben sei bombe nucleari! La reazione iraniana al report è stata, nuovamente, di totale opposizione: in un’intervista per Al-Monitor Ali Larijani, Speaker del Parlamento iraniano, ha dichiarato il report un “bluff, mentre il deputato Jalil Jafari ha affermato che l’Agenzia dell’Onu non ha alcun diritto di visitare la base di Parchin.

Nel frattempo una nuova crisi diplomatica è scoppiata tra Iran e Turchia: una cellula iraniana (formata da due iraniani e otto turchi) è stata scoperta presso Igdir in Turchia, in possesso di fotografie relative ad aree estremamente importanti per la sicurezza della Turchia nella Provincia orientale di Igdir. Secondo gli investigatori, la cellula aveva lo scopo di passare queste informazioni ai ribelli curdi, favorendo in questo modo la destabilizzazione della Repubblica turca.

Arrestati volontari attivi nelle zone terremotate

All’inizio di Agosto, purtroppo, un brutto terremoto ha colpito i villaggi della Provincia dell’Azerbaijan iraniano, vicino alla città di Tabriz. Duecento persone hanno perso la vita, tra loro anche molte donne e bambini: un vero e proprio dramma. Insieme a questa terribile storia, ahimè, dobbiamo raccontarvi anche quella di decine di volontari iraniani che – in protesta contro l’assenza del sostegno statale ai terremotati – si sono organizzati per portare aiuto ai bisognosi colpiti dalla tragedia. La notte del 23 agosto le forze di sicurezza iraniane sono entrate nel loro campo vicino al villaggio di Varzaghan e hanno arrestato oltre 30 volontari. La ragione? I miliziani del regime hanno accusato i volontari di propagare la fede Baha’i (vietata in Iran) e di donare cibo scaduto. Una pura invenzione che, in verita, celava la volontà del regime di mettere in atto una nuova repressione contro attivisti invisi al potere locale. Tra i giovani arrestati anche Hossein Ronaghi-Maleki, il blogger iraniano rilasciato da poco dal carcere, dopo essere quasi morto per una infezione ai reni.

Ancora una volta il regime iraniano dimostra la sua vera faccia fatta di crudeltà e repressione.

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