Archivio per settembre, 2012

Potremmo iniziare questo pezzo con il discorso di Mahmoud Ahmadinejad alle Nazioni Unite. Preferiamo non parlare, però, degli utili idioti. Ormai il Presidente iraniano è in uscita e, per quanto è certò che si tratta di un lestofante in grado ancora di far male, i veri centri di potere in Iran sono attualmente praticamente tutti nelle mani della Guida Suprema Ali Khamenei. Vi basti sapere che, proprio mentre Ahmadinejad parlava davanti ai diplomatici dell’Assemblea Generale dell’Onu, in Iran i miliziani arrestavano Ali Akbar Javenfekr, direttore dell’Agenzia di stampa IRNA e fedele seguace del Presidente iraniano. L’accusa per lui è di essere andato contro l’Islam, avendo sostenuto che il velo imposto alle donne non rappresenta una tradizione iraniana. Come si vede, a Teheran anche gli uomini del regime ci mettono poco a finire in carcere se diventano di troppo…

Riteniamo più interessante fornirvi alcune informazioni interessanti in merito al programma nucleare iraniano e al sostegno della Repubblica Islamica al regime di Bashar al-Assad.

Il programma nucleare prosegue spedito

Nonostante il drammatico effetto che le crisi economica sta avendo sulla popolazione iraniana (il Rial, la moneta dell’Iran, è ormai carta straccia), il regime prosegue incurante il programma nucleare militare. Troppi, infatti, sono gli interessi che il programma stesso nasconde, controllato direttamente dai Pasdaran e fonte di enorme lucro per un’organizzazione nota anche per la sua corruttibilità. Mentre a Teheran il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Ramin Mehmanparast veniva fatto oggetto di una durissima protesta (vedi il video), il regime iraniano annunciava che probabilmente l’impianto nucleare di Arak potrà essere attivato verso la metà del 2013 e non, come preannunciato, nel 2014. Arak, come molti ricorderanno, è stato citato in tutti i report dell’Agenzia Nucleare per l’Energia Atomica, in quanto impianto che potrebbe essere usato dall’Iran per riprocessare l’uranio e produrre una bomba nucleare al plutonio 239. Insomma, non è sicuramente una notizia che ci lascia ben sperare…

L’Iran vuole ricreare il corpo dei Pasdaran in Siria

Il programma nucleare non si ferma, così come il supporto iraniano al dittatore siriano Bashar al-Assad. I morti in Siria, ormai, hanno superato il numero di 30.000 e, purtroppo, la repressione del regime non sembra fermarsi. Dopo aver appreso che i leaders di Hamas si sono recati a Teheran per sottoscrivere un “patto di acciaio” con Teheran (nel caso di un conflitto tra Israele e la Repubblica Islamica), apprendiamo dell’intenzione dei vertici dei Pasdaran di costruire in Siria un corpo omologo di miliziani, sempre pronti a premere sul grilletto. L’idea dei vertici iraniani, soprattutto della famigerata Forza Quds, è quello di usare per tale scopo i criminale Shabbiha (noti per essere in maggioranza ex galeotti senza pietà). Ergo, presto o tardi, insieme all’Unità speciale iraniana responsabile delle attività all’estero, potremmo ritrovarci anche la milizia di Assad pronta a compiera attentati terroristici in tutto il mondo. Per la cronaca, vi diciamo anche che il numero di Pasdaran iraniani impegnati in Siria è arrivato a 2200. Il loro comandante in loco si chiama Ibrahim Hamadani, mentre il suo “omologo siriano” si chiama Izzat Hassan (praticamente il capo degli Shabbiha).

Alla faccia di chi sosteneva che l’Iran stava pensando al dopo Assad…

Quando si dice “alla fine è tutto questione di tempo“, si dice proprio una grande verità. Gira che ti rigiara, infatti, la verità la puoi nascondere ma, presto o tardi, uscirà fuori. Proprio questo sta accadendo all’interno dell’Iran ove, ormai, gli stessi esponenti del regime non riescono più a nascondere quello che risulta a tutti evidente da tempo: i Pasdaran vogliono arrivare la bomba atomica per realizzare le loro pazze tesi messianiche!!!

A dimostrare quanto detto, vi riportiamo alcune notizie uscite in questi giorni nei giornali. Prima di tutto, il Capo dell’Agenzia per l’Energia Atomica iraniana – AEOI Abbasi Davani ha pubblicamente ammesso che l’Iran ha mentito all’AIEA, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Davani ha giustificato questa scelta con la necessità del regime di “proteggere i siti nucleari”. A questo punto la domanda sorge spontanea: se il programma nucleare è pacifico, cosa c’è da proteggere???

La seconda notizia della settimana è l’articolo pubblicato sul blog di Alireza Forghani, blogger iraniano noto già alle cronache per aver scritto che il mondo islamico deve dotarsi della bomba nucleare. Forghani, presentando se stesso, dice di essere stato Governatore della Provincia di Kish e di aver lasciato per contrasti con il Governo Ahmadinejad. Di lui, inoltre, alcuni commentatori lo descrivono come consigliere strategico della Guida Suprema Khamenei. Noi, più modestamente, pensiamo che Forghani sia membro del regime e vicino all’ala più radicale dei Pasdaran. Nel suo nuovo pezzo, Forghani sostiene che l’Iran deve spingere la Siria ad attaccare Israele, perchè il vero scopo della Repubblica Islamica non è quello di convivere con “il regime sionista” ma di distruggerlo. Forghani, nella sua pazzia, annuncia anche la distruzione di Gerusalemme descritta, descritta come la “Moschea di Zarrar” (la moschea distrutta da Maometto perchè “infedele”).

A poco ci servirebbe il pezzo di Forghani, se non lo ricollegassimo con le recenti dichiarazioni di Ahmad Vahidi, Ministro della Difesa iraniano. Vahidi, infatti, ha descritto positivamente l’eventualità di una guerra contro Israele perchè, la crisi che si genererebbe, determinerebbe il “ritorno del Mahdi”, ovvero del dodicesimo Imam sciita scomparso – secondo la tradizione – nel 874.

E’ ormai un dato di fatto, quindi, che il regime iraniano ha preso una deriva messianica, militarista e pretoriana che rischia davvero di avere conseguenze tragiche nell’immediato futuro.

Mentre il mondo condanna il sostegno dell’Iran alla Siria, Teheran si radicalizza

Negli ultimi giorni la Comunità Internazionale ha puntato l’indice contro Teheran per il suo sostegno al regime siriano. L’Ambasciatore americano alle Nazioni Unite Susan Rice, ha descritto la Siria come “il partner centrale del traffico illecito di armamenti compiuto dall’Iran”. La sua condanna è stata seguita da quella degli Ambasciatori di Germania, Francia e Gran Bretagna. A dispetto delle pubbliche riprovazioni, il regime iraniano ha intensificato il supporto a Bashar al-Assad. Il Capo di Stato Maggiore iraniano Generale Hassan Feiruzabady, infatti, ha dichiarato testualmente che “la guerra alla Siria è come la guerra all’Iran”, evidenziando come la crisi del regime di Damasco equivalga ad una minaccia diretta a Teheran.

In queste ore, infine, Ahmadinejad è arrivato a New York per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Ancora una volta il palco dell’ONU diventerà il “trono” di un ridicolo burattino pieno di boria. Noi ritieniamo che sia una vergogna per le Nazioni Unite ospitare un individuo simile. Per questo, invitiamo tutti coloro che condividono questo pensiero, ad aderire alla campagna Twitter #4NEWIRAN, un piccolo hasthag per dire no ad un grande crimine!!!