Archivio per luglio 26, 2012

Ormai il fondo è stato toccato. Non soltanto il regime iraniano – ormai è ampiamente provato – è il primo sostenitore politico e materiale delle repressioni di Assad, ma adesso comincia anche ad agire affinchè la crisi siriana diventi un conflitto internazionale. La prova di quanto scriviamo è data da un articolo uscito sul quotidiano iraniano Kahyan, organo di stampa sotto il controllo della Guida Suprema Ali Khamenei. Kahyan, nell’editoriale del 21 luglio, “consigliava” al dittatore Bashar al-Assad di attaccare Israele al fine di “liberare i territori occupati”. L’articolo , in maniera assai vigliacca, si premoniva poi di evidenziare come l’Iran fosse “impossibilitato” dal lanciare un attacco diretto contro i nemici – tra cui non solo Israele, ma anche Stati Uniti, Arabia Saudita, le monarchie sunnite del Golfo e la Turchia – ma assicurava che avrebbe sostenuto i fratelli siriani in ogni modo possibile. Insomma, il regime iraniano invita praticamente la Siria al suicidio, con il solo fine di guadagnare tempo prezioso per costruire la bomba nucleare…Verrebbe da dire: begli amici…

Il programma nucleare iraniano prosegue a passo spedito

Nessuno può negare che le sanzioni internazionali hanno messo in difficoltà il regime iraniano. Purtroppo, però, non abbastanza da farlo desistere dai suoi pericolosi propositi. In questi giorni, infatti, il Presidente iraniano Ahmadinejad, ha annunciato che le centrifughe attive nell’impianto di Natanz sono ormai 11000, ben 1000 in più rispetto a quanto indicato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica-AIEA, il 25 maggio scorso. Non solo, bisogna anche rilevare che la Comunità Internazionale agisce in maniera assai pericolosa: un team di scienziati iraniani, infatti, farà parte di un gruppo per progetti relativi alla fusione nucleare. Un team che comprende Cina, Giappone, Corea del Sud, Russia, Stati Uniti ed Unione Europea. Il pericolo è molto chiaro: la fusione nucleare rappresenta il metodo per la costruzione della cosiddetta Bomba all’idrogeno, anche detta Bomba H. Questa bomba sfrutta la fusione fra nuclei di deuterio e di trizio. Il trizio è presente in natura e, sin dal 2005, la Repubblica Islamica ha fatto in modo di riceverlo dal Canada

Continuano le proteste sociali contro Ahmadinejad

“Morte ai prezzi alti!”. Questo è lo slogan che i cittadini iraniani hanno urlato nelle piazze di Neyshabour contro le politiche economiche del governo. Numerose volte, inoltre, si sono sentite voci che invitavano l’esecutivo iraniano a vergognarsi per le scelte politiche portate avanti in questi anni. Lo stesso Speaker del Parlamento iraniano Larijani, ha ammesso che solo il 20% dei problemi dell’economica iraniana derivano dalle sanzioni internazionali. Di chi è il restante 80% della colpa? La risposta è facile: di un regime corrotto, militarizzato, fanatico che, piuttosto di approvare leggi in favore della popolazione, continua a portare avanti un programma nucleare estremamente pericoloso ed a costruire ogni giorno nuove armi, buone solo a rafforzare la tenaglia dei Pasdaran all’interno della Repubblica islamica…