L’IRAN NON RINUNCERA’ MAI AL NUCLEARE, PAROLA DEL REGIME

Pubblicato: maggio 23, 2012 in Iran armamenti clandestini, Iran Diplomazia, Iran Nucleare, Iran Politica Estera, Iran Regime
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Si aprono oggi a Baghdad i negoziati per cercare di trovare una soluzione negoziale al programma nucleare iraniano. Il Gruppo del 5+1 e i negoziatori iraniani, si ritroverranno quindi nella capitale irachena per trovare una via d’uscita a questa drammatica crisi. Purtroppo, al di là di come si risolverà questo round negoziale, il risultato politico sarà lo stesso: l’Iran riuscirà a guadagnare altro tempo utile per continuare ad arricchire l’uranio ed uscire, ancora una volta, dall’isolamento internazionale. Teheran, infatti, non ha alcun interesse di rinunciare al suo programma nucleare militare e la dimostrazione sta nelle parole dei membri del regime. L’Occidente, quindi, si sta riempiendo di illusioni e le conseguenze, purtroppo, saranno irreversibili

Le affermazioni dei dirigenti iraniani

A livello internazionale e nelle agenzie di stampa in lingua inglese, i dirigenti e i media iraniani evidenziano costantemente la pacificità del programma nucleare del loro Paese e ricordano, in ogni occasione, la supposta fatwa emessa da Ali Khamenei contro le armi nucleari. Lasciando stare, per ora, il tema della fatwa (una vera e propria bufala), vogliamo qui ricordare qualche affermazione di diversi dirigenti iraniani, dimostrando come in Iran sia ben chiara la finalità ultima del programma nucleare.

– 14 dicembre del 2001, parla l’ex Presidente iraniano Ali Akbar Rafsanjani: “l’uso della bomba atomica contro Israele ne provocherebbe una distruzione totale. La stessa cosa contro il mondo islamico provocherebbe solo qualche danno. Questo scenario non è inconcepibile”;

– 14 febbraio del 2005, parla l’Ayatollah Mohammad Baqir Kharrazy, Segretario di Iran Hezbollah, ripreso dal Iran Emrooz: “Noi [l’Iran N.d.A] siamo in grado di costruire una bomba atomica e presto lo faremo. Noi non dobbiamo avere paura di nessuno. Gli Stati Uniti non sono altro che un cane che abbaia”;

– 29 maggio del 2005, parla l’Hojjat ol-Islam Gholamreza Hasani, Rappresentante personale della Guida Suprema Ali Khamenei presso la provincia dell’Azerbaijan Occidentale. Nell’occasione, Hasani dichiarò che l’arma nucleare rappresentava l’obiettivo principale dell’Iran, evidenziando che “il Corano ha detto ai mussulmani di essere forti e accumulare tutte le forze a disposizione a tale scopo”;

– 19 febbraio del 2006, un sito iraniano vicino all’ala riformista riportava le parole di Mohsen Gharavian, teologo di Qom e molto vicino all’Ayatollah Mohammad Taqi Mesbah-Yazdi, mentore spirituale di Mahmoud Ahmadinejad. Gharavian dichiarava che, per l’Iran, era “solamente naturale” possedere armi nucleari. Anzi, in un libro, l’Ayatollah Yazdi ha scritto proprio che l’ “Iran deve possedere armi nucleari“.

Con i negoziati l’Iran inganna l’Occidente, ecco le prove

Lo abbiamo ribadito più volte, la diplomazia iraniana è fatta di inganni, doppi giochi e sotterfugi. Lo abbiamo sempre chiaramente dimostrato ma, nel caso ce ne fosse bisogno, vogliamo riportare qui, due importanti dichiarazioni che riprovano quanto stiamo dicendo.

– 14 giugno del 2008, parla Abdollah Ramezanzadeh, ex Portavoce dell’ex Presidente riformista dell’Iran Ayatollah Khatami. In una dichiarazione pubblica, Ramazanzadeh consigliò Ahmadinejad di uniformare la sua politica estera a quella di Khatami al fine di ingannare la diplomazia internazionale. In questo modo, infatti, “l’Iran sarebbe in grado di provare al mondo che vogliamo gli impianti nuclare sono a fini energetici. Successivamente, noi potremmo procedere anche con altre attività…”. Ergo, per Ramazanzadeh, il dialogo non andava visto come un compromesso, ma come un modo per illudere l’Occidente ed evitare le sanzioni internazionali.

– Nel mese di ottobre, invece, Hassan Rowhani – ex capo negoziatore iraniano sul nucleare tra il 2003 e il 2005 – ha rilasciato una intervista ricordando il periodo del dialogo tra l’Iran e diversi Paesi europei nel 2003. Rowhani ha esplicitamente ammesso che “noi [i negoziatori iraniani N.d.A] non decidiamo la politica nucleare del Paese. Questa è decisa dal regime. Quando io avevo la responsabilità dei negoziati sul nucleare avevamo due obiettivi: salvaguardare la sicurezza nazionale del Paese e raggiungere i nostri obiettivi nucleari. Nel 2003 noi non avevamo ancora una produzione nell’impianto nucleare di Isfahan. Noi non potevamo produrre ancora, quindi, Uf4 e Uf6…Noi abbiamo usato quindi l’opportunità dei negoziati per completare l’impianto di Isfahan…Ad Arak, inoltre, noi abbiamo continuato negli sforzi per ottenere acqua pesante….La ragione per cui abbiamo invitato i rappresentanti dei tre Stati Europei [Francia, Germania e Gran Bretagna, il famoso U-3, N.d.A] presso il Ministero degli Esteri a Teheran è stata unicamente al fine di mettere l’Europa contro gli Stati Uniti, al fine di evitare di portare la questione al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”.

La bufala della fatwa sulle armi nucleari

Anche in questo caso, abbiamo scritto un articolo qualche giorno addietro in cui denunciavamo, senza remore, che la “fatwa” contro le armi nucleari emessa da Ali Khamenei è una bufala pazzesca, inventata ad arte dai diplomatici iraniani nel 2005 per tranquillizzare l’Occidente. In realtà, questa pratica rientra nel princio islamico della “Taqiyya“, ovvero della dissimulazione. Per mezzo di questa pratica, infatti, il fedele mussulmano ha il dovere di “dissimulare il suo vero scopo” per salvare la sua vita. La Repubblica Islamica dell’Iran, come noto, ha fatto dei principi religiosi un uso politico e quindi ha trovato il modo anche per traslare questo principio a qualcosa che va ben oltre il suo vero spirito. “Dissimulare”, perciò, è divenuta la parola d’ordine dei dirigenti iraniani, chiaramente, al fine di celare le reali intenzioni di Teheran e di evitare le conseguenze diplomatiche della loro scelta politica. La stessa AIEA – Agenzia Internazionale per l’Emergia Atomica – ha confermato questa ipotesi in un documento interno circolato nell’aprile scorso, di cui ha dato notizia il Think Tank americano ISIS.

Aggiungiamo, infine, qualche particolare in più, di cui siamo venuti a conoscenza in questi giorni. Sullo stesso sito della Guida Suprema Ali Khamenei è stato pubblicato un articolo in cui veniva affermato: “se le armi nucleari sono un mezzo contro le sciabole e il bullismo, ottenere queste armi contro chi le possiede è necessario. Non è necessario usare per forza queste armi, ma è necessario averle come deterrente e per creare timore”.

In ultimo, vogliamo qui riportare le parole dell’Ambasciatore dell’Iran presso l’AIEA, Ali Asghar Soltanieh, nel gennaio scorso: “Noi non rinunceremo mai alle nostre attività nucleari, incluso l’arricchimento dell’uranio e non permetteremo mai a nessun Paese di bussare alla nostra porta e andare a vedere i nostri siti militari”.

Più chiaro di così…si muore…

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