L’Iran sta cercando di “purificareInternet. La notizia si era diffusa negli ultimi tempi in Rete, ma adesso trova una chiara conferma: il Ministero delle Comunicazioni iraniano, infatti, ha pubblicato una Richiesta Per Informazioni (Request for Information-RFI), tramite il quale il regime ha chiesto pubblicamente il sostegno di compagnie iraniane per raggiuenre il triste fine. Il bando è stato diffuso dal Research Institute for Information, il centro di ricerca affiliato al Ministero delle Comunicazioni della Repubblica Islamica.

Il bando

La notizia del bando è stata scoperta dal ricercatore americano Collin Anderson che ha diffuso la notizia. Il testo del bando è stato poi tradotto dalla Ars Technica. Secondo quanto riportato nel bando, quindi, il regime iraniano è alla ricerca di compagnie locali che aiutino il Governo a “purificare” la Rete, ovvero combattere tutti quei siti considerati “immorali” che potrebbero creare, citiamo testualmente, “rilevanti problemi culturali e sociali” in Iran. In poche parole, l’obiettivo è quello di offuscare tutti quei siti che potrebbero far vedere alla società iraniana la reale verità dei fatti e amplificare il già forte malcontento popolare.

Rallentare la Rete

La lotta alla Rete è da qualche tempo un must del regime iraniano. Secondo il ricercatore Anderson, infatti, l’obiettivo vero di Teheran sarebbe quello di rallentare l’accesso alla Rete. Il regime iraniano ha vissuto sulla sua pelle il potere della Rete dopo le proteste popolari del 2009 e ha tentato successivamente, senza riuscirci, di bloccare completamente le discussioni nell’etere per mezzo della persecuzione – senza limiti – di blogger e giornalisti iraniani. Adesso, la strategica dell’establishment iraniano sembra mutata: insieme alla pratica della persecuzione, mai doma, la Repubblica Islamica vuole creare una Rete Internet nazionale e veloce, da affiancare alla Rete Internet classica e libera, che verrebbe fortemente rallentata. Insomma, una Rete duale creata appositamente per controllare l’informazione nel Paese.

La “cortina elettronica” intorno alla popolazione iraniana

Alla vigilia del capodanno iraniano – il Nowruz – il Presidente americano Obama ha denunciato l’esistenza di una “cortina elettronicaintorno alla popolazione iraniana. Non è un caso, infatti che “Reporters Without Borders” ha conferito all’Iran il titolo di “primo nemico della rete”, sostenendo che è proprio nella Repubblica Islamica che il rischio di persecuzione per coloro che cercano o pubblicano informazioni e opinioni in Internet è più alta. Di recente, inoltre, in Iran è stato modificato il Codice sulla Stampa, il Codice Penale e il Cyber Crime Act del 2009, proprui al fine di favorire la persecuzione e la condanna degli utenti di Internet. Contemporaneamente, il regime ha annunciato di voler favorire la creazione di 1000 blog in favore della Repubblica Islamica. Infine, il 7 marzo scorso la Guida Suprema Ali Khamenei ha annunciato la creazione del “Suprem Cyber Council“, organo adibito al monitoraggio dell’intero sistema di telecomunicazioni in Iran e formato da: Presidente, Speaker del Parlamento, Capo della Magistratura, Capo dell’Agenzia di telecomunicazioni nazionale IRIB, Ministro delle Telecomunicazioni, Ministro per la Guida Islamica, Ministro dell’Intelligence, Ministero della Scienza, Presidente della Commissione Cultura del Parlamento, Direttore dell’Organizzazione per la propagazione dell’Islam, Capo delle Guardie Rivoluzionarie, Comandante delle Forze di Sicurezza Interne e, dulcis in fundo, sette esperti della Rete e delle Tecnologie per l’informazione. Una bella combriccola unita da un unico scopo: reprimere la libertà di pensiero in Iran ad ogni costo!!!

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