Ad Istanbul  è ripartito il negoziato sul nucleare iraniano e, se si dovesse dar retta unicamente alle parole di Lady Ashton, è stato costruito un clima costruttivo tra il gruppo del 5+1 e la Repubblica Islamica dell’Iran. Letti i giornali del mondo e facendo affidamento alle immagini che provengono dalla città turca, verrebbe da dire: magari…Peccato, però, che la verità è ben diversa e un semplice sguardo alle agenzie di stampa e ai quotidiani iraniani, fa ben capire che questo nuovo round negoziale – come noi di No Pasdaran avevamo previsto si è risolto in un ennesimo fallimento, utile solo a Teheran per proseguire il suo arricchimento dell’uranio al 20%. Per provare ai nostri lettori quanto suddetto, vi riportiamo brevemente alcune delle reazioni dei principali protagonisti della leadership iraniana, diversi dei quali direttamente coinvolti nel programma nucleare e nel negoziato stesso.

Le reazioni dell’establishment iraniano

Iniziamo con Saeed Jalili, il Segretario del Supremo Consiglio Nazionale per la Sicurezza e Capo del gruppo di negoziatori iraniani presenti ad Istanbul. Jalili, secondo quanto riportato dall’Agenzia di stampa Fars News, ha detto chiaramente che Teheran non ha nessuna intenzione di abbandonare il suo programma nucleare e che il progetto di “sospensione dell’arricchimento dell’U-235 in cambio dell’alleviamento progressivo delle sanzioni internazionali” è parte del passato. Con Saeed Jalili ha parlato anche il Ministro degli Esteri iraniano Ali Akhbar Salehi. Salehi, intervistato alla televisione nazionale domenica notte, ha chiaramente detto che l’Iran continuerà ad arricchire l’uranio a dispetto di ogni tipo di pressione internazionale (fonte agenzia ILNA).Tra gli esponenti politici che hanno rilasciato diverse dichiarazioni c’è anche il Responsabile della Commissione Sicurezza Nazionale ed Esteri del Parlamento iraniano (Majles) Alaeddin Boroujerdi. Boroujerdi, ricevuto qualche tempo fa anche dal parlamentare italiano Dini e in gran segreto dall’allora Ministero degli Esteri Franco Frattini, ripetendo il diritto dell’Iran al suo programma nucleare, ha dichiarato che l’incontro di Baghdad sarà basato sull’alleviamento delle sanzioni (fonte Tehran Times). Le sue parole vanno integrare con quelle del parlamentare Avaz Heidarpour, anch’egli membro della Commissione Sicurezza Nazionale ed Esteri, ha espressamente detto che l’Iran non accetterà di coordinare il suo programma nucleare con “nessun paese nel mondo” (fonte Fars News).

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