MOHAMMAD-JAVED LARIJANI: UN PASDARAN A CAPO DEI DIRITTI UMANI IN IRAN…

Pubblicato: marzo 13, 2012 in Iran Diritti Umani, Iran Nucleare, Iran repressioni
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Ieri alle Nazioni Unite si è tenuta a Ginevra la 19a Sessione del Consiglio per i diritti umani. In questa assise, l’inviato speciale dell’Onu per i diritti umani Ahmed Shaheed, ha presentato ufficialmente il suo rapporto: 36 pagine in cui, molto chiaramente, il regime iraniano viene condannato per l’uso frequente della pena di morte (670 esecuzioni nel solo 2011), per la persecuzione delle minoranze religiose e per l’oppressione verso gli oppositori politici. Per chi fosse interessato, il rapporto dell’inviato speciale è scaricabile al seguente indirizzo: http://bit.ly/ykYh7c .

A Ginevra non poteva mancare il Segretario del Consiglio dei Diritti Umani in Iran (sic…) Mohammad Javad Larijani che, ovviamente, ha tacciato il rapporto come frutto del servilismo delle Nazioni Unite agli Occidentali e ha accusato Shaheed di aver scritto il suo report seduto nel suo ufficio usando unicamente informazioni provenienti da fonti anti iraniane. Ergo, nessuna ammissione di colpevolezza da parte di Teheran e ripetizione della solita politica della persecuzione contro l’Islam e la Repubblica iraniana.

Niente di nuovo, soprattutto se si considera chi è Mohammad Javad Larijani. E’ proprio della sua controversa figura che intendiamo discutere brevemente in questa sede. Non soltanto per capire chi dovrebbe difendere il rispetto dei diritti umani in Iran, ma anche per sapere bene le posizioni assunte nel tempo da questo signore.

Mohammad-Javar Ardashir Larijani nasce a Najaf in Iraq nel 1951. La nascita in Iraq è dovuta alle persecuzioni subite in Iran dalla famiglia Larijani. Mohammad riuscirà a tornare in Iran solamente all’età di 11 anni e seguirà un percorso di studi che, dopo il diploma nel college religioso di Hawza Ilmiya, lo porterà prima a conseguire la laurea in ingegneria all’Università di Sharif e poi a completare un dottorato in matematica nella Università della California. La famiglia Larijani è considerata una vera e propria dinastia in Iran: il padre di Mohammad, il Grande Ayatollah Haj Mirza Hashem Amoli, fu un eminente clerico sciita mentre tutti e quattro gli altri fratelli hanno raggiunto posizioni di rilievo nell’estrablishment iraniano (a cominciare dal fratello Ali attuale speaker del Majles).

Mohammad-Javad Larijani ha iniziato la sua carriera politica dal Ministero degli esteri iraniano, ai tempi di Ali Akbar Velayati. In questa sede ha contribuito a formare l’Ufficio Politico dei Pasdaran e fatto parte della Commissione per gli Affari Internazionali durante la guerra con l’Iraq, posizione dalla quale ha tentato di ricucire i rapporti diplomatici con gli Stati Uniti e di stabilire quelli con l’Unione Sovietica. Finita l’esperienza negli Esteri, Mohammad ha creato nel 1989 l’IPM (Institute for Studies in Theoretical Physics and Matematics), un centro ancora esistente impegnato nella ricerca sulle nano tecnologie e accusato di avere un ruolo importante nello sviluppo del programma missilistico e nucleare del regime iraniano. Eletto tra il 1992 e il 2000 al Parlamento iraniano (Majles), ha in questa sede ricoperto il ruolo di Vice Presidente della Commissione Esteri e di Direttore del Centro di Ricerca. Dopo l’elezione a Presidente del riformista Khatami, Larijani non è più ritornato a occupare il seggio parlamentare ed è stato nominato Segretario Commissione per i Diritti Umani in Iran, carica che occupa tuttora. A livello ideologico, Mohammad-Javed è un fervido sostenitore dell’Umm-Alqara (letteralmente “Mamma dei Paesi”), l’ideologica post-khomeinista che guida la politica estera dell’Iran dagli anni ’80: secondo questa visione fondamentalista, la visione iraniana dell’Islam deve essere esportata per unire il mondo islamico sotto la guida del Giureconsulto.

Di seguito, quindi, ecco alcune affermazioni raccolte nel tempo che dimostrano come Mohammad-Javad Larijani ha inteso negli anni il concetto di difesa dei diritti umani in Iran:

  1. Frustate: Javad Larijani ha fermamente sostenuto la difesa della pratica delle frustate in Iran. In un’intervista Mohammad dichiarò che al contrario dall’Occidente, l’Iran non considera questa pratica una tortura e la preferisce alla condanna di 50 di carcere (come avviene in Occidente);
  2. Condanne a morte: per quanto concerne le esecuzioni capitali, Larijani ha strenuamente difeso le condanne imposte dalla magistratura iraniana, sostenendo che riguardava principalmente i reati concernenti il traffico di droga. Per quanto riguarda le esecuzioni dei minori, Mohammad ha sostenuto che – nonostante il fatto che l’Iran sia impegnato nel vietare la pena di morte per minori di 18 anni – in casi particolari questa opzione può essere considerata una pratica accettabile (come nei casi in cui un minore uccide tre persone…);
  3. Minoranze: Mohammad-Javad Larijani ha fermamente sostenuto che la fede Baha’i non è una religione ma un culto e che quindi ogni pratica di diffusione di questa ideologia deve essere fermata;
  4. Omossessualità: In un incontro a Teheran con l’avvocato Tom Koenigs, responsabile per la Commissione Diritti Umani del Parlamento tedesco, Mohammad-Javad ha chiaramente definito l’omosessualità, una pratica immorale e una malattia…;
  5. Milizia Basji: Mohammad-Javad ha sempre fortemente difeso l’operato della milizia Basij, responsabile delle repressioni dei moti di piazza del 2009, paragonando questo corpo alla polizia americana ( e di seguito paragonò i Pasdaran alla Guardia Nazionale degli Stati Uniti…);
  6. Riformisti: in due semplici parole, Mohammad-Javad Larijani  – in nome dei “diritti umani” – ha bollato i riformisti e l’intero Movimento dell’Onda Verde come terroristi e nemici della democrazia…;
  7. Programma nucleare: anche qui la posizione di Mohammad-Javad è molto chiara: l’Iran non deve negoziare sull’arricchimento dell’uranio, ma unicamente sulla scelta o meno di arrivare alla costruzione di una bomba nucleare (dichiarazioni date all’agenzia ISNA nel febbraio del 2010).

Insomma, una cosa l’abbiamo capita: a Teheran dovrebbero rinominare la carica di Mohammad-Javad Larijani in “Segretario per il Consiglio dei Diritti Disumani dell’Iran“. Una carica che gli calzerebbe a pennello…

 

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