Archivio per marzo 9, 2012

S.O.S CRISTIANI IN IRAN!!! Già, perché ormai la situazione della Comunità cristiana in Iran è davvero drammatica. Una persecuzione costante che si aggiunge a quella altrettanto feroce nei confronti della minoranza Baha’i ,degli Zoroastriani e dei sunniti.

Partiamo chiarendo quanti sono i cristiani in Iran: nella Repubblica Islamica ci sono circa 300 mila cristiani divisi tra l'”antica comunità”, ovvero coloro che da generazioni sono di fede cristiana (oltre 200 mila persone), e la “nuova comunità”, circa 10-20 mila persone – in prevalenza giovani – che si sono convertiti in questi anni dall’Islam al cristianesimo (molti di questi si sono convertiti al cristianesimo evangelico e al protestantesimo).

Da sempre la Repubblica Islamica, di là delle parole, non rappresenta un esempio da seguire per quanto concerne il rispetto delle minoranze. La persecuzione di chi non professa la fede islamica è stata da sempre pane quotidiano del regime, usata spesso anche contro gli oppositori politici. Negli ultimi anni, però, la recrudescenza soprattutto verso colo che si convertono sembra esponenzialmente aumentata.  Come evidenziato dal direttore dell’Agenzia stampa Mohabat News, Saman Kamvar, l’aumento della ferocia nella repressione dei cristiani sarebbe direttamente collegata all’esponenziale aumento delle conversione negli ultimi tempi. Lo scorso anno almeno 70 cristiani sono stati arrestati e per liberarli le famiglie hanno pagato somme ingenti al regime. Ovviamente, una volta liberati i cristiani non sono liberi di andare dove vogliono, spesso devono ricorrere a cure mediche per le torture subite e sono costantemente controllati dalle forze di sicurezza iraniane.

E’ bene, però, addentrarci ora nei casi più recenti. Il caso più famoso in occidente è quello del Pastore Youcef Nadarkhani, accusato di apostasia all’Islam e arrestato nell’ottobre del 2009 a Rasht. Nadarkhani è il Pastore della Chiesa evangelica protestante locale. Nel settembre del 2010 la corte di Rasht ha condannato Nadarkhani a morte e, nonostante le pressioni internazionali, il regime ha recentemente confermato la pena capitale per il Pastore evangelico. Per protestare contro questa barbarie lo slovacco Jan Figel,  ex membro della Commissione europea durante l’epoca di Romano Prodi e leader attuale dei Cristiani Democratici in Slovacchia, ha protestato ufficialmente con l’Ambasciatore iraniano a Bratislava Sheibany. Per la cronaca, Nadarkhani ha una moglie e due figli di 9 e 7 anni…

Alla stessa Chiesa di  Nadarkhani appartiene Beham Irani, quarant’anni, anch’egli sposato con due figli. Il regime lo ha arrestato nell’aprile del 2010 con l’accusa di “crimini contro il regime islamico”. Le forze di sicurezza del regime gli sono entrati violentemente in casa e hanno sequestrato le Bibbie e diversi DVD con insegnamenti sulla fede cristiana. Dall’aprile del 2010 il povero Irani si trova rinchiuso nel carcere di Karaj, nonostante le sue precarie condizioni di salute, come ha denunciato di recente la moglie disperata.

Nel dicembre del 2010, invece, le forze di sicurezza iraniane hanno colpito nella città di Ahwaz, nella provincia del Khuzestan. Il 24 dicembre, alla vigilia delle festività natalizie, il regime ha arrestato il Pastore Farhad Sabokroh, Naser Zamen-Defzuli e Davoud Alijani, tutti convertiti al cristianesimo dall’Islam. I tre sono stati portati nella prigione di Ahwaz. Senza umanità, poco dopo le autorità hanno fermato anche la moglie del Pastore Sabokroh, per aver tentato di aiutare il marito le cui condizioni di salute sono estremamente preoccupati (la signora è stata poi rilasciata dietro pagamento di una cauzione).

Nello stesso giorno, il 24 dicembre, sono stati fermati Fashid Fathi a Teheran e Noorollah Qabitizade, sempre di Ahwaz. Fashid Fathi è stato trasferito nel carcere di Evin e tenuto per mesi in isolamento. Rischia la vita e per la loro sicurezza la moglie e i figli hanno lasciato l’Iran. Sul suo caso non si hanno ora molte informazioni. Noorollah Qabitizade, invece, è stato soggetto di dure pressioni psicologiche e costretto a dichiarare la sua abiura alla fede cristiana….

Nel luglio del 2011 è stata la volta di Leila Mohammadi, accusata di “collaborare con il nemico straniero” e arrestata nel nord di Teheran. La Mohammadi ha trascorso ben 74 giorni di isolamento totale nel carcere di Evin a Teheran. La corte iraniana ha condannato Leila Mohammadi a due anni di carcere. Il 28 dicembre è stata rilasciata su cauzione e il suo caso è ora esaminato dall’Alta Corte della provincia di Teheran.

Nel settembre del 2011 le porte del carcere si sono aperte anche per Fatameh Nouri, una giovane studentessa iraniana convertita al cristianesimo. La Corte le ha inflitto una condanna a un anno di carcere e, secondo le ultime informazioni, nel settembre del 2011 è stata prelevata e trasferita nel terribile carcere di Evin. Pare che nel novembre del 2011 le autorità iraniane abbiamo rilasciato Fatameh Nouri su cauzione, anche se le hanno vietato di riprendere i suoi studi alla Facoltà di Arte della capitale Teheran.

Infine, arrivando al caso più recente, le forze di sicurezza iraniane hanno compiuto un raid nella città di Shiraz l’8 febbraio di quest’anno, arrestando in una casa tra 6 e 10 cristiani convertiti appartenenti a diverse piccole Chiese nella città. Degli arrestati si conosce solo l’identità di uno di loro: si tratta di Mojtaba Hosseini, già arrestato nel 2008 insieme ad altri suoi correligionari.

Preferiamo fermarci qui, ma l’elenco è ovviamente molto più lungo e la dimostrazione è questa lista pubblicata su Mohabat News, con l’elenco dei cristiani che languono nelle prigioni iraniane: http://bit.ly/AabeLJ. Resta il fatto che le persecuzioni del regime si stanno abbattendo senza pietà contro tutte le Chiese cristiane in Iran (in primis la chiesa evangelica Assembly of God, ma anche le chiese presbiteriane e anglicane).

VI CHIEDIAMO DI PRENDERE UNA POSIZIONE DURA CONTRO LE REPRESSIONI IN ATTO DA PARTE DEL REGIME. INVIATE MAIL E CHIAMATE L’AMBASCIATA IRANIANA IN ITALIA PROTESTANDO E CHIEDENDO IL RILASCIO IMMEDIATO DI TUTTI I DETENUTI APPARTENENTI ALLE VARIE MINORANZE PRESENTI IN IRAN. FERMIAMO ADESSO QUESTA PERSECUZIONE!!!

QUI I CONTATTI:

TELEFONO: 0686328485-6-7-8

FAX: 0686328492

MAIL: info@iranembassy.it