IRAN, PRIMA REGOLA: VIETATO CRITICARE LA GUIDA SUPREMA…

Pubblicato: febbraio 24, 2012 in Iran Diritti Umani, Iran politica, Iran repressioni
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La Repubblica Islamica dell’Iran (IRI), sebbene ormai stia sempre di più prendendo la forma di un regime  militarizzato guidato dalla longa manus dei Pasdaran, non è ancora un monolite ma ormai poco ci manca. La grande esperienza dell’Onda Verde nel 2009 e qualche coraggioso sprazzo di opposizione di importanti personaggi dell’elità al potere, rappresentano qualche timida speranza di veder cambiare nel tempo le cose in Iran. Purtroppo, però, l’aggettivo “timido” va evidenziato più volte, perché attualmente ogni coraggiosa critica alla Guida Suprema rappresenta un motivo per essere tacciati di tradimento.

Per capire meglio di cosa stiamo parlando, basta raccontare la recente storia di Hossein Alai e di Emad Afrough, entrambi considerabili appieno personalità perfettamente integrati nell’ideologia khomeinista e nella storia dell’IRI: Hossein Alai è stato capo della forza navale dei Pasdaran (anzi, è possibile considerarlo uno dei fondatori del Corpo); Emad Afrough, invece, è un sociologo iraniano ex membro del blocco conservatore all’interno del Parlamento (Majles). Cosa accomuna questi due personaggi? Entrambi, recentemente, hanno auspicato maggiore pluralismo in Iran, attaccando indirettamente la Guida Suprema Ali Khamenei e il suo modo dispotico di gestire il potere. Prima di entrare brevemente nei fatti, anticipiamo il risultato del loro coraggio: entrambi sono stati accusati di essere dei traditori e di “lavorare per il nemico”.

Veniamo però ai fatti: il 15 gennaio scorso, in un programma trasmesso dal canale di Stato Channel 1, l’ex parlamentare conservatore Emad Afrough ha messo in luce la sempre maggiore distanza tra il potere e il popolo. Non soltanto: Afrough ha anche evidenziato come l’impossibilità di criticare la Guida Suprema contraddica l’ideologia (già dispotica di per se…N.d.A.) di Khomeini e che il Rabar può essere passibile di impeachment se non considera le critiche. Molto chiaramente Afrogh ha detto che “la commistione sempre più profonda tra politica, economia e potere ha determinato un gap sempre maggiore tra regime e popolo e la società civile si sta distanziando sempre di più dalle linee ufficiali”. Per la cronaca, l’ex parlamentare ha anche specificato come egli si consideri fedele alla Repubblica Islamica, alla Guida Suprema e all’ideologia khomeinista. La “professione di fede” di Afrough ha sortito, però, ben pochi effetti: egli è stato presto travolto da una valanga di accuse e l’Ayatollah Ahmad Alamolhoda – membro dell’Assemblea degli Esperti – ha criticato la tv di Stato per aver dato la parola a un traditore dei principi del regime islamico. Qui di seguito il link dell’intervista di Afrough con sottotitoli in inglese:  http://goo.gl/Liwuw.

La storia di Hossein Alai, se possibile, è ancora più forte. Come detto, Alai è stato uno dei fondatori del corpo navale dei Pasdaran, milizia creata da Khomeini per difedendere la Repubblica Islamica. Per la cronaca, Hossein Alai è un veterano della guerra combattuta negli anni ’80 tra Iran e Iraq. In un articolo pubblicato il 9 gennaio scorso sul quotidiano Ettelaat, organo di stampa vicino al Consiglio per il Discernimento presieduto dall’Ayatollah Rafsanjani. In questo articolo, Alai immaginava di porre una serie di domande allo Shah deposto, chiedendogli se non sarebbe stato meglio per lui rispettare le manifestazioni pacifiche popolari e concedere più libertà, piuttosto che reprimere la volontà popolare ed essere poi costretto a lasciare il Paese. Il risultato di questo allusivo articolo di Alai ha messo direttamente a repentaglio la sua vita e quella della sua famiglia: centinaia di pasdaran del regime hanno circondato e attaccato la sua casa, mentre dodici ufficiali dei Pasdaran hanno pubblicato una lettera aperta sul sito di Fars News, accusando il Alai di essere un traditore e di insultare la Guida Suprema.

Negli stessi giorni, per la cronaca, il Parlamento approvava una legge che prevede pene variabili tra 2 e 6 anni di carcere per coloro che installano parabole satellitari per la Tv in casa…

Nonostante qualcuno abbia avuto il coraggio di difendere Afrough e Alai (come i parlamentari conservatore Ahmad Tavakkoli e Ali Motahri), il risultato di questi accadimenti è la dimostrazione che il regime iraniano sta diventando sempre di più una realtà controllata dai Pasdran all’interno della quale l’unico scontro che conta è quello tra Khamenei e Ahmadinejad per il controllo del potere e dell’economia. Fuori da questo durissimo dibattito meramente legato alla corruzione del sistema, ogni altra discussione è considerata tradimento e complotto con il nemico.

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