LA TIPICA SETTIMANA DEL REGIME IRANIANO…

Pubblicato: febbraio 22, 2012 in Iran Diplomazia, Iran militare, Iran politica, Iran repressioni
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Si è svolta ieri in Senato la presentazione del Rapporto dell’Ong Iran Human Rights sullo stato della pena di morte in Iran. La conclusione finale è stata drammaticamente triste: nel 2011 676 persone sono state messe a morte in Iran, con un aumento di 130 esseri umani in più rispetto all’anno precedente. Secondo quanto riportato, le motivazioni per l’emissione delle condanne a morte sono cosi percentualmente suddivise: traffico di droga (71%), violenza sessuale (13%), omicidio (7%), ‘Mohareb’ (inimicizia verso dio, 4%) rapina a mano armata (1%), sodomia (1%), altri (3%). Va detto, ovviamente, che il regime accusa spesso i dissidenti politici dei reati più differenti per eliminarli definitivamente da questo mondo…

Le brutte notizie, però, non finiscono qui. Di recente il regime si è tanto vantato della cosiddetta riforma del codice penale, secondo la quale la pratica barbara della pena dei morti inflitta ai minorenni e la lapidazione verrebbero definitivamente eliminate. Premesso che vantarsi di eliminare due barbarie all’interno di una barbarie più grande è ridicolo, anche a volerci vedere un passo avanti si cadrebbe in errore: secondo gli esperti, infatti, la pena di morte (anche per minorenni) rimarrebbe nei casi di “sodomia” (all’interno dei quali è inserita l’omosessualità in Iran), l’apostasia (che comprende anche la conversione ad altre fedi), il consumo di alcool e, ovviamente, tutti i reati politici…In questi casi la discrezione sta al giudice…ovvero non esiste nessun divieto di emettere una sentenza di morte…

Dalla dissidenza iraniana all’estero, inoltre, arriva una nuova indiscrezione: il programma dei servizi segreti iraniani che prevede l’omicidio dei dissidenti all’estero – bloccato dopo l’elezione di Khatami alla Presidenza nel 2003 – sarebbe stato riattivato. Tra gli obiettivi il Premio Nobel Shirin Ebadi e il dissidente Abdol-Karim Soroosh. In questi ultimi tempi, secondo il sito Rooz, numerosi dissidenti avrebbero ricevuto mail di minacce in cui veniva loro “consigliato” di tacere per avere salva la vita…

Nel frattempo, tra un omicidio e l’altro, il regime si prepara alle prossime elezioni parlamentari: il Consiglio dei Guardiani ha fatto fuori dalla lista per i papabili ad essere prossimi parlamentari il 30% dei candidati, evidentemente non considerati abbastanza cani asserviti al regime. In parallelo l’intelligence ha creato un vero e proprio “esercito” responsabile per i cyber attacchi: per ora il loro primo successo è stato quello di bloccare le mail a oltre 30 milioni di iraniani…

Dulcis in fundo, il Pastore Youcef Nadarkani ha da poco visto confermata la sua condanna a morte per apostasia da parte della Corte della Provincia di Gilan e gli ispettori dell’AIEA hanno abbandonato il Paese perché è stato loro proibito di visitare i siti nucleari iraniani…

Secondo l’agenzia di stampa iraniana Irna, l’Ambasciatore italiano in Iran Alberto Bradanini avrebbe criticato la visione prevenuta dell’Occidente nei confronti dell’Iran e ha auspicato un aumento delle relazioni commerciali con l’Iran (qui la notizia: http://goo.gl/8Cc99). Facendo salvo l’uso delle parole da parte delle agenzie iraniane a fini propagandistici, auspichiamo che il Ministro Terzi rimetta al suo posto Bradanini, ricordandogli che l’Italia – come previsto dalle sanzioni internazionali sottoscritte da Roma – non ha intenzione di continuare a stringere la mano grondante di sangue dei criminali al potere in Iran….

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