ECCO COME L’IRAN SOSTIENE LE REPRESSIONI IN SIRIA E FINANZIA IL TERRORISMO INTERNAZIONALE

Pubblicato: febbraio 8, 2012 in Iran militare, Iran Nucleare, Iran repressioni, Iran terrorismo
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In queste ore il Ministro degli Esteri Giulio Terzi, facendo seguito alla decisione della Casa Bianca e di altri Paesi europei, ha lodevolmente deciso di ritirare l’Ambasciatore d’Italia dalla Siria. Una decisione, come detto, doverosa e assolutamente lodevole ma che, purtroppo, è solo un piccolo passo verso la risoluzione dei problemi che minacciano la Comunità Internazionale.

Il passo successivo sarebbe arrivare al nocciolo del problema, ovvero a chi sostiene con forza il regime siriano e gli garantisce la sopravvivenza. Diplomaticamente parlando (e anche a livello di forniture militari) abbiamo visto che la Russia e la Cina giocano un ruolo centrale nel supporto ad Assad, ma il principale alleato di Damasco – da oltre tre decenni – ha un nome solo: la Repubblica Islamica dell’Iran.

 

L’alleanza fra Teheran e Damasco

L’Iran è il principale alleato della Siria di Bashar al-Assad. I due regimi sono accumunati dalla comune necessità di uscire dall’isolamento internazionale e dall’interesse di Teheran di avere un contatto diretto con Hezbollah, l’organizzazione terroristica libanese che proprio gli Ayatollah iraniani vollero fondare nel 1982. Proprio tramite la via di Damasco passano le armi che gli uomini di Hassan Nasrallah usano contro i loro nemici politici, contro i civili israeliani e contro le truppe internazionali. La caduta di Assad, indubbiamente, rappresenterebbe un duro colpo per le ambizioni regionali degli eredi di Khomeini.

Lo scoppio delle rivolte popolari in Siria ha spaventato notevolmente l’Iran. Non soltanto Teheran non ha sostenuto le legittime richiede di libertà della popolazione siriana (nonostante abbia fatto della “Primavera Araba” una propria bandiera), ma sta attivamente contribuendo con i propri uomini e mezzi alle repressioni in corso in Siria. Le prove di questo coinvolgimento sono ormai pubbliche e a Dara’a diversi siriani scesi in piazza contro il regime hanno sentito chiaramente le forze di sicurezza di Assad parlare tra loro in farsi. Numerosi video, inoltre, sono stati postati su Youtube. Il coinvolgimento iraniano nelle repressioni è tale che nel recente pacchetto di sanzioni contro la Siria approvate dall’Unione Europea è stata inclusa anche al Quds Force, ovvero l’unità speciale dei Pasdaran iraniani coinvolta nelle azioni all’estero.

Un recente report delle Nazioni Unite ha rivelato che, di nove navi intercettate dall’Iran con carichi di armi destinate all’estero, sei erano dirette in Siria (attraverso i Territori palestinesi o attraverso il Libano). Senza dimenticare, inoltre, che sia la Siria che l’Iran sono designati dal Dipartimento di Stato americano come “Stati sponsor del terrorismo internazionale”.

Un ruolo centrale nel rapporto tra Siria e Iran lo svolge anche il programma nucleare. Infatti, secondo quanto riportato dal giornale britannico The Guardian nel 2008, Damasco avrebbe previsto di inviare a Teheran combustibile nucleare da usare per il riprocessamento allo scopo di produrre ordigni nucleari usando Plutonio 239. Il quotidiano tedesco Der Spiegel ha evidenziato come solo l’azione israeliana al sito nucleare Deir ez-Zor nel 2007 ha evitato il peggio.

La cooperazione militare tra Iran e Siria, formalmente, è stata siglata nel 1998 e il simbolo di questa cooperazione è stato il numero di ufficiali iraniani colpiti nel 2007 dopo l’esplosione nella fabbrica di produzione di missii di Al-Safir. I due Paesi hanno anche una forte cooperazione marittima: nel febbraio 2011, allo scopo di provocare Israele, la Repubblica Islamica ha inviato due navi da guerra in Siria attraverso il Canale di Suez.

 

L’Iran e il finanziamento del terrorismo internazionale

Il ruolo dell’Iran nel supporto al terrosimo e ai regimi non si forma alla Siria. In questo senso, come noto, la Repubblica Islamica ha un ruolo di primo piano in:

–          Iraq: qui dal 2007 la Quds Force ha un ruolo centrale e il Generale Qassem Suleimani – capo della Forza Quds – ha espressamente detto che l’Ambasciatore iraniano in Iraq è un uomo dei Pasdaran. Il regime contribuisce al finanzamento dei movimenti terroristi in Iraq con oltre 3 millioni di dollari e ha costruito tre campi di addestramento per i miliziani fondamentalisti;

–          Afghanistan: la Quds Force, secondo quanto riportato dal Dipartimento del Tesoro americano, garantisce soldi e armi al movimento dei Taliban (un tempo nemico dell’Iran). Le forze britanniche hanno trovato missili di fabbricazione iraniana in mano ai guerriglieri talebani;

–          Hezbollah e Hamas: come detto, attraverso la Siria e il Sudan l’Iran garantisce armi e fondi alle due organizzazioni terroristiche Hamas e Hezbollah. Dal 2003, va ricordato, Hamas è considerata una organizzazione terroristica dall’Unione Europea (l’Italia fu promotrice di questa iniziativa);

–          America Latina: si sta espandendo il network iraniano in America Latina. Un asse centrale è quello tra l’Iran e il Venezuela di Hugo Chavez. Pochi mesi fa una base misssilistica iraniana è stata scoperta in Venezuela. Va ricordato che l’attuale Ministro della Difesa iraniano Ahmad Vaidi è ricercato dall’Interpol per il suo coinvolgimento nell’attentato all’Asociación Mutual Israelita Argentina di Buenos Aires nel 1994 (85 morti innocenti). All’epoca Vahidi era a capo della Quds Force…;

–          Africa: anche il supporto iraniano ai regimi e ai movimenti armati africani si sta espandendo. Nell’ottobre 2010, a tal proposito, va ricordato che una nave iraniana carica di armi è stata intercettata nel porto nigeriano di Lagos. Le armi erano destinate ai gruppi armati del Gambia. Il Gambia e il Senegal ruppero le relazioni diplomatiche con Teheran dopo questa scoperta.

 

Conclusioni

Come dimostrato l’Iran è uno dei pericoli principali per la stabilità del Medioriente e – indirettamente – dell’intera Comunità Internazionale. Il sostegno attivo della Repubblica islamica iraniana ai regimi dittatoriali e ai movimenti terroristici nel mondo, unito al programma nucleare militare che Teheran sta portando avanti nonostante le sanzioni internazionali, rappresentano una minaccia inaccettabile. E’ necessario che l’Iran venga posto sotto un reale isolamento diplomatico ed economico che permetta alle forze di opposione iraniane di rafforzarsi e di abbattere il regime. Ogni via alternativa porterà determinerà una corsa generale al nucleare nel Medioriente e il rischio di un conflitto generale dalle drammatiche conseguenze…

 

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