ITALIA: ECCO CHI FA ANCORA AFFARI CON IL REGIME IRANIANO.

Pubblicato: febbraio 2, 2012 in Iran Diritti Umani, Iran economia, Iran Nucleare, Iran politica
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L’Unione Europea, sulla linea della Comunità Internazionale, ha da poco approvato un nuovo pacchetto di sanzioni contro l’Iran che colpiscono il settore petrolifero della Repubblica Islamica. L’Italia, da parte sua, si è immediatamente allienata alle posizioni dell’UE e per bocca del suo Ministro degli Esteri Giulio Terzi ha condannato duramente Teheran per il programma nucleare a fini militari e per la drammatica situazione dei diritti umani nel Paese islamico.

Al di là delle parole, però, anche in Italia esistono grandi aziende che non intendono allinearsi alle posizioni internazionali e che, non avendo importanti interessi negli Stati Uniti, ritengono maggiormente vantaggioso per loro proseguire i loro affari con Teheran evitando, quindi, che il regime degli Ayatollah venga definitivamente isolato a livello internazionale. Ovvia conseguenza: il proseguimento del programma nucleare militari dell’Iran, il rischio che Teheran costruisca una bomba atomica entro un anno (come evidenziato da Leon Panetta, Segretario alla Difesa  americano, pochi giorni fa).

Quali sono queste aziende? Principalmente si tratta di aziende che operano nel settore petrolchimico. Di seguito ne vedremo alcune e il loro ruolo nell’economi airaniana. La prima importante società italiana, molto conosciuta, con interessi notevoli in Iran è Edison, proprio la società a cui presta il suo volto a fini pubblicitari il popolare conduttore Jerry Scotti. Edison è attivamente impegnata in Iran con un investimento che supera i 30 milioni di euro (secondo l’agenzia iraniana Isna, però, l’investimento di Edison in Iran è di 107 milioni di dollari!!!). In particolare Edison si occupa di effettuare i lavori di esplorazione per il blocco offshore di Dayyer, su una superficie di 8600 chilometri quadrati. La seconda importante compagnia italiana impegnata in Iran è la Saipem, società del settore petrolchimico la cui proprietà, per il 43% appartiene all’Eni. La Saipem, secondo le informazioni, è direttamente impegnata allo sviluppo dell’impianto di Azadegan nel sud dell’Iran. Terza importante società impegnata a fare affari con il regime iraniano è la Maire Tecnimont, realtà attiva nel settore petrolchimico, del gas e nell’ambito delle infrastrutture e dell’ingegneria civile. Non avendo investimenti importanti negli Stati Uniti, la Maire Tecnimont ha risposto picche a tutte le sollecitazioni esterne che chiedevano la fine degli affari con Teheran. Secondo i dati, il valore dell’investimento della Maire Tecnimont in Iran supera i 350 milioni di euro. Sotto l’occhio del ciclone sono finite anche altre due importanti società italiane: la Carlo Giavazzi Space – che ha attivamente collaborato alla costruzione del satellite iraniano Mesbah 1 e 2 – e la FIAT che attraverso la sua controllata IVECO ha costruito gli automezzi sui quali vengono trasportati i missili iraniani (che si vedono spesso durante le parate militari del regime). Senza contare il ruolo della FB Design che ha fornito ai Pasdaran i motoscafi super veloci ai con cui minacciano l’intero Golfo Persico. Ovviamente la lista non si esaurisce qui e potrebbe continuare ancora a lungo…

Al di là dei nomi, quello che resta, è il peso politico e morale di scelte economiche di questo tipo. Politicamente parlando, infatti, la scelta di continuare a fare affari con Teheran non isolando il regime determinerà il proseguimento del programma militare nucleare della Repubblica Islamica e il rischio di un nuovo terribile conflitto in Medioriente. Moralmente, cosa forse ben peggiore, la scelta di stringere le mani degli Ayatollah significa passare sopra a tutte le drammatiche violazioni dei diritti umani che l’elitè al potere in Iran commette quotidinamente. Il peso di queste scelte errate, chiaramente, ricadrà pesantemente sull’intera Comunità Internazionale, ma soprattutto sul popolo iraniano che vedrà chiudersi la speranza di un futuro libero da questo regime oppressivo.

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