ECCO COME L’IRAN FINANZIA AL-QAEDA

Pubblicato: agosto 1, 2011 in Iran armamenti clandestini, Iran militare, Iran terrorismo
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Il 28 luglio scorso, attraverso una comunicazione ufficiale, il Dipartimento del Tesoro americano ha sanzionato diversi membri affiliati ad al-Qaeda che, secondo le accuse, rappresenterebbero una cellula di collegamento legata direttamente all’Iran. Il legame tra l’organizzazione creata da Osama Bin Laden e il regime degli Ayatollah, secondo quanto provato dal Dipartimento americano, risalirebbe addirittura a prima dell’11 settembre 2001.

Vediamo con precisione chi sono i sei terroristi colpiti dalle nuove sanzioni e che ruolo hanno nel collegamento con Teheran. Il primo terrorista è Abdel Aziz Khalil, accusato di essere il capo della cellula di Al-Qaeda in Iran e di stazionare nel territorio iraniano dal 2005. Khalil, secondo gli investigatori, sarebbe anche un uomo chiave nelle trattative per la liberazione di membri di al-Qaeda dalle carceri iraniane: dopo liberati, infatti, i miliziani de “La Base” venivano consegnati a Khalil stesso e poi accompagnati in Pakistan e Afghanistan. Khalil, infine, sarebbe anche il responsabile per i finanziamenti che dall’Iran giungono ai Taliban e alle milizie irachene.  Il secondo personaggio sanzionato è Atiyah Abd al-Rahman, comandante di al-Qaeda in Pakistan nella zona del South Waziristan. Al-Rahman sarebbe stato l’emissario personale di Osama Bin Laden in Iran. Il terzo uomo sanzionato è Umid Muhammadi, uomo di collegamento tra l’Iran e le milizie di al-Qaeda in Iraq (AQI). Tramite lui arriverebbero in Iraq numerosi razzi e armamenti per compiere attentati nel Paese. Il quarto terrorista sarebbe Salim Hasan Khalifa Rashid al-Kuwari, responsabile del passaggio dei finanziamenti dell’Iran ad al-Qaeda attraverso la sua base in Qatar. Il quindi personaggio sanzionato è Abdallah Ghanim Mafuz Muslim al-Khawar, anch’egli di base in Qatar e legato direttamente al passaggio dei jihadisti interessati a compiere attentati in Afghanistan. Il sesto e ultimo terrorista colpito dal Dipartimento di Stato americano è Ali Hasan ‘Ali al-‘Ajmi, di base in Kuwait, impegnato a favorire il passaggio dei finanziamenti tra al-Qaeda e i Taliban.

Va ricordato, infine, che nel 2009 il Dipartimento di Stato americano aveva rilasciato un comunicato ufficiale denunciando la presenza in Iran di Sa’ad Bin Laden, uno dei figli maggiori di Osama Bin Laden, fermato dalle autorità iraniane nel 2003 al 2008 quando, secondo la denuncia, sarebbe stato rilasciato e avrebbe gestito le attività dell’organizzazione terrorista sunnita dal territorio della Repubblica Islamica sciita.

Nelle ultime settimane la Casa Bianca ha messo l’Iran sotto i riflettori non soltanto per il programma nucleare, ma soprattutto per il suo ruolo di finanziatore principale ai movimenti armati che, in Iraq e in Afghanistan, hanno causato la morte di centinaia di militari americani. Un sostegno che, in nome della lotta al comune nemico, travalica le note divisioni e gli odi che normalmente caratterizzano i rapporti tra sunniti e sciiti nel mondo islamico.

commenti
  1. […] T. Al-Saheil, Al Qaeda-Iran Connecion , 6 de agosto de 2011; No Pasdaran, Ecco come l’Iran finanzia al-Qaeda [Así financia Irán a al-Qaida], 1 de agosto de 2001, en […]

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  2. […] T. Al-Saheil, Al Qaeda-Iran Connecion , 6 de agosto de 2011; No Pasdaran, Ecco come l’Iran finanzia al-Qaeda [Así financia Irán a al-Qaida], 1 de agosto de 2001, en […]

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  3. Alberto Dubbini scrive:

    Il fatto che l’iran possa finanziare Al Qaida è una sciocchezza colossale, dato che l’organizzazione terroristica è sunnita e colpisce frequentemente con i suoi attentati gli interessi iraniani e le popolazioni scite. Smettetela di racconatre falsità contro l’Iran

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  4. No Pasdaran scrive:

    Se le piace credere che sono falsità faccia come vuole. L’Iran non solo ha avuto e in diversi modi ha tuttora rapporti con Al Qaeda, ma ha anche concesso il suo territorio a diversi suoi membri.
    In merito a sunnismo e sciismo, il principio sicuramente è valido, ma guardi che Teheran se ha bisogno di qualcuno si fa pochi scrupoli.
    A tal proposito veda i rapporti tra Teheran e i Taliban e quelli tra Teheran e i curdi siriani oggi.
    Arrivederci
    Free Iran

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  5. Caro Alberto Dubbini,
    secondo i suoi canoni, mi spiega come mai l’Iran finanzia Hamas, costola palestinese dei Fratelli Musulmani?
    perché finanzia il Partito dei Lavoratori Curdo, anch’esso sunnita?
    La verità è che non riuscite a comprendere le complesse dinamiche multilaterali dei regimi oppressivi di questo pianeta. Di qualunque colore essi siano, mirano a schiacciare la gente comune, che sono le vere vittime.

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  6. No Pasdaran scrive:

    Grazie per il commento amici di Informare X Davvero. Preciso e soprattutto molto chiaro

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  7. Alberto Dubbini scrive:

    Mi scuso per questa risposta ritardata, ma solo ora mi accorgo che la mia email ha ricevuto delle repliche.
    In primo luogo credo valga la pena sottolineare come tutti possiamo parlare senza disporre di alcuna prova a sostegno di quanto andiamo dicendo.
    Il fatto che l’Iran sia un paese islamico sciita, mentre sia Al Qaeda che Hamas sono movimenti fondamentalisti sunniti (e almeno il primo acerrimo nemico degli sciiti) è un dato di fatto incontestabile.
    Al contrario affermare che l’Iran sostenga Hamas (per non dire AlQaeda..) è una pura, debolissima illazione.
    Quanto alla complessità dello scenario concordo con i miei anonimi interlocutori, ma proprio la complessità mi spinge ad avanzare ipotesi completamente diverse rispetto alle loro.
    L’Iran è un paese che dispone di un enorme potere economico potenziale, ma soprattutto culturale e politico. Certamente non ha alcun interesse a fomentare conflitti, perché ne ricaverebbe solo danni, in quanto militarmente molto più debole di Stati Uniti ed Israele.
    E’ indubbio che l’Iran sostenga gli Hezbollah libanesi, movimento politico-militare che però ha dimostrato in questi anni un grande equilibrio per evitare di far scivolare il Libano verso una guerra civile.
    Se in Libano ora non c’è una guerra civile lo dobbiamo al grande equilibrio dimostrato da Hezbollah e, indirettamente, dall’Iran. Un conflitto nuocerebbe sia all’Iran che alla causa palestinese.
    Chi calunnia l’Iran e sta cercando di boicottare gli accordi sul nucleare iraniano ha l’interesse a fomentare i conflitti nella regione.
    Al Qaeda e Hamas sono finanziati da soggetti i cui interessi sono localizzabili in Arabia Saudita e altri paesi della penisola arabica, che sono gli stati islamici meno democratici e forse gli stati meno democratici al mondo. Chissà per quale ragione i grandi “paladini della democrazia”, come Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna non si sognano neppure di portare la loro pretestuosa democrazia in questi paesi..
    Al contrario dichiarano di avere paura dell’Iran, sicuramente il paese islamico più democratico e che sta recentemente scegliendo una politica estera molto moderata e dialogante. Magari negli Sati Uniti andassero al voto così tanti cittadini come in Iran!
    Chi teme l’Iran non ha affatto paura della sua forza bellica, ma di quella culturale e politica che può portare a costruire gradualmente la pace nell’intera regione medio orientale.

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    • No Pasdaran scrive:

      I finanziamenti di Teheran ad Al Qaeda (i lasciapassare ai terroristi qaedisti soprattutto) e quelli ad Hamas sono provati da tempo. Al contrario di quello che lei scrive, è proprio la rivoluzione settaria di Khomeini che ha portato al Medioriente instabilità e morte. L’accordo di Ginevra è un male, soprattutto perchè lasciando intatto l’arsenale nucleare dell’Iran, genererà una corsa al nucleare in tutta la regione.
      In merito alla pace a all’Iran, pensiamo che le due cose non vadano insieme, almeno fino a quando gli Ayatollah governeranno il Paese.
      Grazie

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