L’IRAN ANNUNCIA L’INSTALLAZIONE DI NUOVE AVANZATE CENTRIFUGHE: ECCO PERCHE’ BISOGNA PREOCCUPARSI

Pubblicato: luglio 19, 2011 in Iran armamenti clandestini, Iran Nucleare
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Il 15 luglio scorso la Reuters ha riportato la notizia che l’Iran sta lavorando all’installazione di nuove centrifughe per l’arricchimento dell’uranio. Queste centrifughe, secondo quanto annunciato dal Portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Ramin Mehmanparst, “sono di migliore qualità e più veloci rispetto alle precedenti”. Le dichiarazioni di Ramin Mehmanparast fanno seguito a quelle del capo dell’Agenzia Atomica iraniana Fereydoun Abbasi Davani che, pochi giorni addietro, ha annunciato l’intenzione dell’Iran di triplicare la capacità della Repubblica Islamica di produrre uranio arricchito e la volontà di trasferire le centrifughe per l’arricchimento in un bunker nell’impianto di Qom (anche noto come Fordow Fuel Enrichment Plant-FFEP).

Le nuove centrifughe che l’Iran sta installando sono del tipo IR-2 e IR-4. Per precisione, sinora la Repubblica Islamica ha installato 164 centrifughe di modello avanzato in una Cascata presso il Pilot Fuel Enrichment Facility (PFEF) di Natanz. Il sito di Natanz, come noto, è diviso in due aree: una sala, il Fuel Enrichment Plant (FEP) adibita all’arricchimento dell’uranio al 3,5% e composta da 8 unità da 18 Cascate ognuna, capace di ospitare in totale almeno 8000 centrifughe (sinora sono in funzione circa 6000 centrifughe del tipo IR-1). Un’altra sala, il Pilot Enrichment Facility(PFEF), è invece dedicata all’arricchimento dell’uranio al 20%  e alla R&D (Ricerca e Sviluppo). La sala è predisposta per poter ospitare sei Cascate e sinora ne erano state installate due (la numero 1 e la numero 6), interconnesse tra loro e capaci di ospitare 164 centrifughe per Cascata. E’ proprio nel PFEF, come suddetto, che il regime iraniano sta installando, nelle Cascate 4 e 5, le nuove centrifughe IR-2 e IR-4 (il regime ha annunciato che, nei prossimi mesi, le installerà anche nell’impianto di Qom).

Sino a oggi, secondo quanto denunciato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, l’Iran ha accumulato 4105 Kg di Uf6 arricchito al 3,5%, mentre attraverso il PFEF (da febbraio 2010) Teheran è riuscito ad ottenere 56,7 Kg di Uf6 arricchito al 20%. La decisione dell’Iran di arricchire l’Uf6 al 20% ha allarmato enormemente la Comunità Internazionale: l’Iran, infatti, ha sempre definito il suo programma atomico “orientato a fini civili”. Un arricchimento al 20%, però, supera notevolmente le necessità di un programma nucleare non bellico e lascia trasparire chiaramente le reali intenzioni del regime iraniano.

Va ricordato che, per produrre una bomba nucleare, l’Uf6 deve essere arricchito al 90%. Lo sforzo principale, però, è tutto contenuto nella parte iniziale dell’arricchimento dell’UF6, ovvero nel passaggio dall’arricchimento al 3,5% a quello 20%. E’ qui, infatti, che vengono sviluppate tutte le tecnologie necessarie per ottenere la percentuale di arricchimento dell’uranio al fine di costruire un ordigno atomico. Passare dal 20% al 90% di arricchimento dell’Uf6, quindi, è decisamente più facile e veloce dello stadio iniziale.

Secondo quanto calcolato dall’ISIS (Institute for Scienze and International Security) le nuove centrifughe permetteranno all’Iran di triplicare la velocità di arricchimento dell’uranio dal 3,5% al 20%. In questo modo, Teheran riuscirà ad accumulare i kg di uranio arricchito al 20% necessari a costruire un ordigno atomico in un terzo del tempo attuale. Come detto, sinora l’Iran possiede già 56,7 Kg di Uf6 arricchito al 20% e va considerato che, per produrre un ordigno, sono necessari 200 Kg di Uf6 arricchito al 20%. Se, in poco più di un anno, l’Iran è riuscito ad ottenere ¼ dell’Uf6 necessario con centrifughe del tipo IR-1, adesso con i nuovi macchinari il tempo sarà notevolmente dimezzato e Teheran si avvicinerà velocemente al cosiddetto “weapon grade”.

Tutto ciò, ovviamente, senza dimenticare il parallelo programma missilistico che la Repubblica Islamica sta portando avanti con la scusa dell’autodifesa. Un programma concentrato sulla produzione di missili a media gittata capaci, per l’appunto, di trasportare il peso di un ordigno nucleare (si pensi ai recenti testi sullo Shahab-3). Chiaramente, sia il programma nucleare che quello missilistico, contraddicono decisamente le Risoluzioni sanzionatorie delle Nazioni Unite (l’ultima la numero 1929) che chiedono all’Iran di lasciare libero accesso agli ispettori internazionali e di spiegare le sue recenti azioni.

E’ sempre più necessaria un’unione coerente della Comunità Internazionale al fine di isolare il regime iraniano e di colpirlo nei suoi vitali centri economici (soprattutto il settore energetico). Solo una scelta del genere potrà determinare un ripensamento reale all’interno del regime iraniano e potrà prevenire una pericolosa corsa agli armamenti nell’intera regione mediorientale evitando così, un nuovo e terribile conflitto armato.

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