TEHERAN PENSA DI SOSTITUIRE DAMASCO CON BAGHDAD?

Pubblicato: luglio 7, 2011 in Iran armamenti clandestini, Iran Diplomazia, Iran militare
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Il sito saudita in lingua inglese Asharq Alawsat ha lanciato l’allarme: il regime iraniano intende sostituire la sua alleanza speciale con la Siria di Bashar al-Assad con l’Iraq di Nuri al-Maliki. La notizia sta mettendo in allarme la Comunità internazionale e, a quanto pare, sembra suffragata da numerose prove e fatti sempre più preoccupanti.

Tariq Alhomayed, direttore ed editorialista di Asharq Alawsat, non gira intorno alle parole: Teheran intende controllare Baghdad e tramite questa influenza riuscire a determinare i destini della penisola arabica. Un obiettivo, continua Alhomayed, che dimostra come il vero scopo della Repubblica Islamica non sia solamente quello di minacciare Israele, ma soprattutto di determinare i destini delle monarche sunnite del Golfo.

Come detto, sono numerose le prove che negli ultimi tempi testimoniano il tentativo degli Ayatollah di mettere le mani sull’Iraq in seguito al ritiro americano. Come abbiamo già scritto, in IraqTeheran agisce soprattutto attraverso i miliziani del movimento Kata’ib Hezbollah (Brigate del Partito di Dio) e d a quelli di Asa’in Ahl al-Haq e delle Brigate del Giorno Promesso (vicine a Moqtada al-Sadr). Un’azione che,  nel solo mese di giugno, ha causato la morte di più di venti persone. Senza contare che lo stesso Primo Ministro iracheno al-Maliki è notoriamente molto vicino all’Iran, paese in cui ha vissuto dal 1982 al 1990 (per poi ritornare a Damasco). Nel suo periodo iraniano al-Maliki ha lavorato a stretto contatto con i miliziani sciiti libanesi di Hezbollah…

Un’ulteriore prova, infine, arriva dalle parole del Ministro degli Esteri iraniano Salehi, pubblicate da Teheran Times il 7 luglio scorso. In quest’occasione, infatti, il Ministro iraniano ha pubblicamente detto che Teheran “si aspetta che Damasco riconosca le legittime richieste della popolazione” (pur salvando la legittimità del regime degli Assad). Vanno, inoltre, ricordate anche le parole pronunciate – lo stesso giorno – dal vice Presidente iraniano Rahimi che, parlando con l’ex Primo Ministro iracheno al-Jafaari, ha dichiarato che l’Iran “è pronto a trasferire la sua esperienza nei diversi campi all’Iraq.

Una situazione davvero esplosiva che, anche ai buoni auspici di al-Maliki, potrebbe determinare la nascita di un asse Teheran-Baghdad-Beirut capace di rafforzare Hezbollah e di permettere agli Ayatollah di minacciare la stabilità della Penisola arabica.

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