Archivio per giugno 24, 2011

L’Unione Europea ha approvato una risoluzione sanzionatoria nei confronti del regime siriano. Il regime degli Assad, da mesi ormai, è accusato di reprimere nel sangue le manifestazioni di protesta in Siria. Repressioni che ormai hanno determinato la morte di centinaia di persone e la fuga di migliaia di siriani verso la Turchia.

La risoluzione pubblicata sul giornale ufficiale dell’Unione, comprende anche tre nomi eccellenti: si tratta di tre comandanti di primo livello delle Guardie Rivoluzionarie (i famosi Pasdaran) coinvolti, secondo quanto rilevato dai 27 dell’UE, nella morte dei dimostranti siriani. Chi sono i tre Pasdaran inseriti nella risoluzione dell’UE?

Si tratta, come detto, di tre nomi di primo piano: il Generale Qasem Soleimani, capo della cosiddetta Qods Force, ovvero dell’unità speciale delle Guardie Rivoluzionarie responsabile per le azioni all’estero (la Qods Force addestra anche i miliziani di Hezbollah e Hamas); il Comandante Mohammad Ali Jafari, a capo delle Guardie Rivoluzionarie, nominato direttamente dalla Guida Suprema Ali Khamenei nel settembre del 2007 (Jafari è stato tra i firmatari dell’appello a Khamenei per bloccare il processo di “liberalizzazione” in Iran); il comandante dell’intelligence delle Guardie Rivoluzionarie Hossein Taeb, uomo centrale nelle repressioni avvenute in Iran nel 2009.

Ancora una volta si mostra il vero e unico volto del regime iraniano: il volto della repressione…una repressione senza pietà e, a quanto pare, senza confini…

Continua lo scontro tra la Guida Suprema Ali Khamenei e il Presidente Mahmoud Ahmadinejad. Le forze di sicurezza iraniane hanno arrestato Mohammad Sharif Melakzadeh, ex vice Ministro degli Esteri. Malekzadeh. L’arresto di Melakzadeh è stato annunciato da Esmail Kosari, vice Presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica estera del Parlamento iraniano. Va ricordato che Malekzadeh si era dimesso martedì scorso dalla carica di vice Ministro degli Esteri, dopo le proteste dei clerici conservatori nei suoi confronti.

Le accuse specifiche contro Melakzadeh, per ora, non sono ancora note ma è chiaro che la questione rientra nella lotta di potere all’interno dell’establishment iraniano. Melakzadeh, infatti, non era solo vice Ministro degli Esteri, ma anche Segretario Generale dell’Altro Consiglio per gli Affari Internazionali e stretto alleato del Capo di Gabinetto presidenziale Esfandiar Rahim Mashaei.

Negli ultimi tempi, come noto, sono stati numerosi i collaboratori di Ahmadinejad arrestati con l’accusa di “stregoneria” e “deviazionismo”. I “deviazionisti” sono duramente accusati dai clerici conservatori iraniani di voler tradire il vero senso della “ValyeFaqih, ovvero il sistema di potere incentrato sulla Guida Suprema. Secondo il clero conservatore, infatti, la cerchia di potere intorno al Presidente sta tradendo i principi religiosi e politici della Repubblica Islamica dell’Iran: religiosamente parlando, annunciando la venuta del Mahdi (l’Imam nascosto) i deviazionisti stanno annullando il ruolo della Guida Suprema Khamenei; politicamente parlando, invece, Ahmadinejad in persona è accusato di voler rendere ereditaria la carica di Presidente (passandola al genero Mashaei) e di non mantenere le dovute distanze con la Guida Suprema (a cui egli si vede legato da un rapporto “padre-figlio”).

Insomma, nella Repubblica Islamica sta avvenendo uno scontro di potere senza precedenti dai contorni tutti ancora da definire. Purtroppo, indipendentemente da chi vincerà, l’elitè iraniana sembra intenzionata a portare avanti il programma nucleare militare che minaccia l’intera Comunità Internazionale.