ECCO PERCHE’ SAREBBE UN ERRORE ACCOGLIERE IL CRIMINALE ABBASI-DAVANI A VIENNA

Pubblicato: giugno 16, 2011 in Iran Nucleare
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Il prossimo 20 giugno (sino al 24 giugno) a Vienna si terrà la Conferenza Ministeriale sulla Sicurezza Nucleare dell’AIEA – Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Un incontro internazionale che, come preannunciato dai media internazionali, si trasformerà in una  vetrina per il regime iraniano che coglierà l’occasione per attaccare direttamente l’Occidente.

Un protagonista della Conferenza sarà Fereydoun Abbasi-Davani, scienziato iraniano, posto a capo dell’Agenzia Atomica iraniana e nominato Vice Presidente direttamente da Mahmoud Ahmadinejad. Abbasi-Davani è direttamente implicato nel programma nucleare iraniano, sia sotto il profilo tecnico che politico, essendo egli un membro effettivo dei Pasdaran. Il suo coinvolgimento l’ha anche portato a subire un attacco lo scorso novembre, attentato cui è riuscito a sopravvivere.

In teoria la partecipazione di Abbasi-Davani sarebbe una cosa del tutto naturale in un contesto del genere. Ciò viene contraddetto, però, dal fatto che proprio lo scienziato iraniano è colpito in prima persona dalle sanzioni internazionali che gravano contro il regime iraniano per il suo controverso programma nucleare (risoluzione 1747). Per questo, al fine di rendergli possibile la parte partecipazione, le Nazioni Unite stanno approntando una modifica ad personam delle restrizioni, che permetterà ad Abbasi-Davani una maggiore libertà di movimento a livello internazionale.

Si tratta di una decisione inaccettabile che, per favorire un criminale, lascia una pesante colata di cemento sui crimini del regime iraniano. Senza contare che, proprio in questi giorni, Teheran ha annunciato la volontà di continuare l’arricchimento dell’uranio, ha lanciato un satellite nello spazio e che, proprio alcuni giorni fa, un sito internet vicino ai Pasdaran ha pubblicato un pezzo dal titolo “il giorno dopo il primo test di successo della bomba nucleare iraniana”.

Insomma, un quadro drammatico che minaccia la regione del Golfo Persico e l’intera comunità internazionale. La scelta di accogliere Abbasi-Davani a Vienna invece di arrestarlo – come il diritto internazionale prevedrebbe – certo non va nella direzione di aiutare l’Iran (e gli iraniani…) a liberarsi da questo dispotico e oppressivo regime.

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